Quando si parla di baccarat, la storia si fa intrigante con scandali reali, feste esclusive e ovviamente i Martini di James Bond. Il successo di questo gioco sia nelle sale classiche che su 22Bet e gli altri siti per il gioco d’azzardo ha origini antiche e merita di essere raccontato.
Leggenda vuole che il baccarat sia nato in Francia, anche se ci sono studiosi che portano le lancette ancora più indietro nel tempo all’antica Cina o alla Roma imperiale. Nel primo caso, per esempio, il progenitore del gioco di oggi aveva anch’esso un punteggio massimo e utilizzava tavolette in legno come indicatori dei numeri. Si accosta invece all’Impero Romano l’uso di dadi a nove facce che premiavano chi realizzava un otto o un nove, esattamente come nel baccarat classico. Il nome stesso sembra derivare dalla parola baccarà, che in italiano antico indicava il numero zero, che è il valore di quasi tutte le carte, a parte quelle vincenti.
A proposito di regole, fu il francese Felix Falguière a codificare per la prima volta, nell’Italia del Quattrocento, le norme di questo gioco. Secondo la storia, il baccarat aveva preso ispirazione dal macao, che oggi ne è considerato una variante, e dallo svolgimento rapido del le her, durante il quale i giocatori pescavano una carta ciascuno, vincendo in base a chi si trovava in mano il valore più alto. Il nome iniziale baccara si è mantenuto nei secoli, almeno in Italia, fino a venire soppiantato in tempi recenti e nei casinò online dalla versione francese e ormai globale “baccarat”.
Fu la guerra a diffondere inizialmente questo gioco, che viaggiò dall’Italia alla Francia insieme ai soldati che vi avevano combattuto nel Quattrocento. Sbarcato oltralpe, il baccarat divenne popolare soprattutto a corte con la versione banque (banca), nota anche come à deux tableaux (a due tavoli). Per combattere ciò che era considerato un vizio, il Re Luigi Filippo d’Orleans lo dichiarò illegale nel 1837, portando alla nascita di una versione semi-clandestina chiamata chemin de fer, la parola francese per “ferrovia”, a cui i nobili si dedicavano per combattere la noia nei treni.
La natura peccaminosa di questo gioco arrivò addirittura a portare un sovrano in un’aula di tribunale. Edoardo VII d’Inghilterra fu infatti chiamato a testimoniare in un processo iniziato da Sir William Gordon-Cumming contro chi l’aveva accusato di aver barato al tavolo. Dato in pasto alla stampa, lo scandalo ebbe il pregio di rendere nota l’esistenza del baccarat tra il pubblico inglese ed europeo.
Spostandosi oltreoceano, la prima testimonianza scritta risale al 1871 con un articolo sul New York Times che, descrivendo una sala in New Jersey, ne lodava sia il tavolo da roulette che quello del baccarat. Nonostante questo, il gioco tardò a prendere piede negli Stati Uniti, dove il blackjack andava ancora per la maggiore, anche dopo la legalizzazione.
Fu James Bond, con sigari e martini, a consacrare il baccarat al mondo nel romanzo Casino Royale di Ian Fleming del 1953 con la celebre partita a chemin de fer, la versione popolare del momento, tra l’agente segreto inglese e una spia sovietica. Sempre in tema di Stati Uniti, fu proprio a Las Vegas che il mondo vide l’apertura della prima sala da gioco che offrisse un tavolo da baccarat già nel 1958.
Prima dell’avvento di Fidel Castro, anche nei casinò di Cuba si giocava a punto banco, le cui regole assomigliano a quelle del baccarat. La particolarità di questa versione è la presenza di un banco che gestisce le puntate a ogni round. Questa regola è prevalente ancora oggi nelle sale del Sudamerica, come testimoniano i libri di Tommy Renzoni che sono autentiche guide dedicate interamente a questo gioco. Lo scrittore scoprì punto banco in una sala a Mar del Plata, la costa di Buenos Aires, e suggerì a una sala di Las Vegas di aprire un tavolo dedicato a questa versione. Anche se gli inizi non furono promettenti e videro il casinò realizzare ingenti perdite, la scelta si rivelò alla fina vincente e si diffuse a macchia d’olio.
Chi si chiede da dove derivi l’aura di esclusività del baccarat deve ricordarsi della legge di domanda e offerta. I casinò di Las Vegas iniziarono negli anni Settanta a limitare il numero di tavoli dedicati a questo gioco, rendendolo raro e desiderato. All’epoca, una partita significava sedersi in un privé lontano da occhi indiscreti con poltrone di lusso, tende in velluto e puntate minime altissime. Ci ha pensato invece Macao a ripopolarizzare questo gioco, diventando la capitale incontrastata del baccarat a livello mondiale.
L’avvento dei casinò online ha reso una partita accessibile a tutti, con diversi livelli di puntata per godersi l’atmosfera di questo gioco secolare direttamente da telefono o tablet oppure dal maxischermo del computer di casa.
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