Luino | 16 Agosto 2022

Digitalizzazione dei Comuni, Luino è in prima linea

Con le app dedicate a cittadini e turisti, la cittadina lacustre si pone sulla scia di molti altri enti che migrano i servizi sul digitale. Ecco a che punto siamo in Italia

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Sono sempre più le amministrazioni comunali e gli Enti pubblici in generale che stanno migrando i propri servizi sul digitale. In ritardo rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea, anche l’Italia negli ultimi anni sta provando a dare una accelerata alla transizione digitale, una delle priorità – come vedremo più avanti – imposte dall’UE ai suoi Stati membri.

Negli ultimi mesi anche il Comune di Luino si è messo al passo con i tempi, implementando tre app dedicate ai cittadini e ai turisti del borgo del Varesotto. Si tratta della più famosa MyLuino a cui si sono aggiunte anche MyActivities e My Pooling. La prima è una piattaforma di utilities con cui tutti possono ricevere (e mandare) segnalazioni o contattare direttamente gli uffici pubblici e amministrativi del Comune di Luino per le più disparate esigenze.

MyPooling è, invece, un’app per il car sharing mentre MyActivities è una applicazione collegata alla precedente con la quale i cittadini accettano di essere “monitorati” così da guadagnare punti in base alla loro esperienza di mobilità. L’obiettivo, in ogni caso, è quello di migliorare la vivibilità urbana, pianificando – dove necessario – interventi più consapevoli e meno invasivi.

Come pure riferito dall’esponente di Giunta Ivan Martinelli, la digitalizzazione dei servizi al cittadino è tra gli obiettivi prioritari dell’attuale amministrazione. In questa direzione, nelle ultime settimane sono stati installati i nuovi parcometri che a stretto giro e progressivamente diventeranno funzionali anche attraverso le tre app già viste in precedenza, così da rendere più semplice e organico l’uso degli stessi parcometri.

Digitalizzazione, a che punto siamo?

I servizi al cittadino, come noto, rivestono un ruolo importantissimo nel più ampio capitolo incluso nel PNRR (acronimo per Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) riservato alla digitalizzazione. Tutto questo perché oggi, grazie ai progressi della tecnologia in materia di comunicazione e reti di supporto, abbiamo la possibilità di svolgere da remoto una serie di funzioni e attività impensabili fino a qualche tempo fa attraverso l’uso delle app presenti sui nostri smartphone e dispositivi mobili, dal fare shopping su Asos oppure passare del tempo sui siti come Betway Casino Online, fino a ordinare il cibo a domicilio con Deliveroo. Esiste poi una categoria di programmi e applicazioni rivolti al cittadino e alle imprese, come Spid o PagoPA, che permettono all’utente di interagire con la Pubblica Amministrazione in maniera più veloce ed efficiente.

Ma quale è il livello di penetrazione nella società italiana della digitalizzazione? Ovvero a che punto è il nostro Paese con la transizione digitale? Il già citato dispositivo PNRR, oltre a colmare il gap digitale, si pone tra i suoi molteplici obiettivi anche quello di diffondere e far arrivare in tutti i comuni dello stivale internet veloce (ovvero la rete 5G). E per far sì che questo accada entro tempi ragionevoli sono stati “prenotati” una buona parte dei quasi 130 miliardi di euro messi sul piatto dall’UE. Per quanto riguarda l’Italia, sebbene sempre più amministrazioni pubbliche stiano accelerando per completare la transizione digitale, le difficoltà maggiori ancora si riscontrano per quanto riguarda la diffusione del 5G. E, come facilmente intuibile, senza infrastrutture e reti adeguate, difficilmente si potrà completare questo passaggio epocale.

Paesi come quelli della Scandinavia sono all’avanguardia in questo senso ed entro il 2030 potrebbero completare tutti gli obiettivi richiesti dall’Europa. Secondo Bruxelles, Italia, Polonia e Grecia (che occupano i posti più bassi nella classifica che misura il punteggio di ogni singolo Stato in materia di economia digitale) sono i paesi europei che stanno viaggiando più speditamente verso la transizione digitale. Eppure meno della metà della popolazione fino ai 74 anni oggi possiede le minime competenze informatiche. L’obiettivo entro il completamento del decennio digitale (2020-2030) è quello di arrivare almeno all’80%.

L’Italia saprà farsi trovare pronta? Senza dubbio, siamo sulla buona strada. Se tutti gli attori in campo riusciranno a fare squadra, allora anche nel nostro paese il traguardo della transizione digitale – che rimane un’occasione irripetibile – sarà alla portata delle nostre amministrazioni entro il 2030.

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