(A cura di Renzo Fazio – dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Domani 13 agosto 2022 ricorre il centenario dell’inaugurazione del primo monumento ai Caduti eretto a Germignaga in piazza XX settembre, un evento che ai tempi risultò molto divisivo e con strascichi di polemiche che continuarono a lungo.
L’argomento è ampiamente illustrato nel mio libro “Germignaga va alla Guerra” pubblicato nel 2015 e dal quale, per chi non ha avuto modo di leggerlo, ho estratto alcune parti che di seguito riporto. Per chi invece avrà voglia di farlo, lo può trovare nella nostra biblioteca in vicolo del torchio oppure in quella di Luino.
Subito dopo la fine della prima guerra mondiale anche in Germignaga è forte il desiderio di celebrare con un adeguato tributo il ricordo dei Caduti germignaghesi e già nel 1920 si forma un Comitato “Pro ricordo Caduti in guerra” con lo scopo di raccogliere fondi e convincere l’Amministrazione Comunale ad erigere un monumento ad essi dedicato. Tuttavia, quella che teoricamente avrebbe dovuto essere un’iniziativa condivisa da molti, ben presto si trasforma, con opposti schieramenti, in una accesa diatriba.
L’idea di erigere il monumento ai Caduti, scatena infatti in paese evidenti attriti fra le diverse correnti politiche presenti in paese: da un lato la parte politicamente schierata con chi non era mai stato favorevole all’intervento italiano nel conflitto recentemente concluso, dall’altro le componenti interventiste che, dopo il conflitto, si orientarono verso il neonato movimento fascista, ormai in fase di espansione.
A gennaio del 1921 il Comune propone di far erigere il monumento all’esterno del cimitero, pensando ad un blocco di calcare con alcune iscrizioni commemorative. La proposta non piace a una parte della popolazione e nasce un nuovo Comitato “Pro monumento ai Caduti in guerra” con lo scopo di raccogliere la somma necessaria per realizzare un monumento più prestigioso. Il 17 aprile 1922 con una lettera inviata all’Amministrazione Comunale il Presidente del nuovo Comitato, rag. Augusto Cuniberti, comunica di avere già raccolto la somma di circa 22.000 lire e di essere quindi pronti ad iniziare da subito la realizzazione del monumento sulla base del bozzetto scelto dalla popolazione, richiedendo inoltre dietro suggerimento dell’autore del disegno, la disponibilità della posa nella centrale piazza della Rotonda (piazza XX settembre) dove ai tempi era ubicata una fontanella per l’acqua potabile.
A realizzare il bozzetto del monumento è il giovane scultore Giulio Robbiati, nato a Milano nel 1894 ma luinese dall’aprile del 1896 quando il padre Giovanni qui si trasferisce, subentrando nella gestione di una bottega di marmista locale. A Luino Robbiati frequenta le scuole elementari e in seguito la scuola di disegno della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso. Ancora giovanissimo Robbiati realizza un bozzetto in gesso del pittore Bernardino Luini (tuttora conservato presso il Municipio di Luino) per quello che avrebbe dovuto essere il tributo della città al grande pittore dumentino, monumento in seguito mai realizzato. A Luino rimane inoltre il busto in bronzo del Monsignor Girolamo Comi, collocato all’ingresso dell’omonima Fondazione, un bronzo in una collezione privata e delle decorazioni scultoree in marmo e in bronzo su alcune tombe del cimitero.
I lavori per l’edificazione del monumento durano poco più di tre mesi e il 13 agosto 1922 con la presenza del Corpo Musicale di Germignaga e di molta popolazione avviene l’inaugurazione: sopra una piramide di massi in granito, la bella statua in bronzo raffigurante una donna inginocchiata con la testa china e, fra le mani, una lampada da cui fuoriesce una fiamma votiva. Più sotto, il fusto di un cannoncino spezzato da un colpo d’artiglieria e una lapide con la scritta “Germignaga ai suoi Caduti in guerra 1915-1918”. A fianco del monumento un pennone con la bandiera tricolore mentre solamente in un secondo tempo sarà posata una ringhiera di delimitazione alla base del perimetro.
L’artistico monumento non ebbe però lunga vita: diciassette anni più tardi, l’imminente discesa in campo per un nuovo conflitto bellico, impose la raccolta di materiali utili alla produzione delle armi e così, obbedendo alla suprema richiesta calata dall’alto, la statua con la fiaccola e il fusto del cannoncino installati sul monumento vennero consegnati alla Patria per essere fusi.
Il monumento che tanto aveva fatto discutere venne così mestamente privato della parte più artistica: sulla sommità della piramide in granito, al posto della statua di Giulio Robbiati, per alcuni anni ci sarà una colonna di sasso, ma soprattutto dovrà commemorare i Caduti di un’altra inutile e sanguinosa guerra… Nelle due immagini, il volantino che annunciava l’evento e una rara cartolina che raffigura il monumento appena eretto.
© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0