La velocità, una domenica d’estate sulla sponda del Ceresio e il ciclismo, da quello dei più piccoli a quello dei grandi nomi: questi gli ingredienti della prima edizione dell’Axion Lugano Summer Ride, che ha raccolto il testimone dello storico Gran Premio Città di Lugano portando in città, alla vigilia della festa nazionale elvetica, una formula nuova e coinvolgente per tutti.
A prendere il via per primi, sul rapido circuito da 1,8 chilometri da percorrere più volte – una prima parte caratterizzata da curve e controcurve, per poi sfilare sul lungolago, fino al LAC e ritorno – sono stati gli amatori nella corsa FUN, sia maschile che femminile, con la presenza, in quest’ultimo caso, anche di due atlete come Linda Zanetti e Giorgia Barelli, una in forze all’UAE Team ADQ e l’altra in maglia di campionessa ticinese.
Successivamente è stato il turno dei più giovani, dove a sfidarsi sull’impegnativo tracciato – senza dimenticare la componente di divertimento, ancora più importante quando si parla di categorie giovanili – sono stati ragazzi e ragazze Under 11, Under 13 e Under 15.
E infine il clou della manifestazione, alle 19.00, ovvero la gara dei professionisti: alcuni “freschi” di Tour de France e della Classica di San Sebastian come Filippo Ganna, Vincenzo Nibali, Simon Clarke e Stefan Bissegger, altri pronti a rappresentare il territorio, come il portoceresino Luca Chirico e i corridori elvetici del Velo Club Mendrisio Immoprogramm e del Tudor Pro Cycling Team tra cui anche il campione svizzero Under 23 Nils Brun.
Non ha voluto rinunciare all’invito del Velo Club Lugano, anche se non ha potuto gareggiare a causa dell’infortunio subito alla Grand Boucle, il campione sloveno Primoz Roglic che si è prestato più che volentieri a premiare i vincitori delle altre categorie e a fare da starter ai suoi “colleghi”.
E così, alla luce del tramonto, tra due ali di folla accorsa sul lungolago per assistere a questo speciale criterium – così si chiamano le corse di questo genere, sempre più diffuse soprattutto al termine dei Grandi Giri –, la ventina di corridori si è sfidata tra attacchi e contrattacchi che hanno tenuto desta l’attenzione del pubblico fino a quello decisivo che ha permesso all’eccellente terzetto con Ganna, Nibali e Clarke di avvantaggiarsi sul resto del gruppo e giocarsi la vittoria.
Vittoria agguantata, infine, in solitaria dal verbanese – due volte campione del mondo a cronometro e oro olimpico a Tokyo nell’inseguimento su pista – che è riuscito a staccare definitivamente i due diretti avversari, il vincitore della tappa del pavé con arrivo alle porte della leggendaria Foresta di Arenberg, al Tour de France, e lo “Squalo dello Stretto”, giunti rispettivamente secondo e terzo. Un podio tanto regale quanto “ticinese d’adozione”, dato che i tre atleti vivono e si allenano a cavallo tra il cantone elvetico e l’Italia.
Allo svizzero Stefan Bissegger, all’attacco fin dal primo giro, è andato invece il premio per il più combattivo, mentre la conclusione della giornata ha lasciato spazio anche alla solidarietà: sia Ganna che Roglic, infatti, hanno deciso di donare la somma del loro ingaggio alla Fondazione Il Gabbiano, diretta dall’ex calciatore Edo Carrasco, alla Fondazione Roglic, che sostiene atleti e famiglie disagiate, e al settore giovanile del Velo Club Lugano.
© Riproduzione riservata


