Brissago Valtravaglia | 7 Giugno 2022

Elezioni a Brissago Valtravaglia, Pro Loco e veleni

Il sindaco Giusy Giordano ribatte a "Brissago Valtravaglia Alternativo" e all'accusa di aver lasciato morire associazione e vita sociale: «Toni offensivi. Aggregazione? Mai mancata»

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Riportare la Pro Loco in paese è un obiettivo che la lista civica “Brissago Valtravaglia Alternativo” ha annunciato nelle scorse ore con un post via Facebook, lanciato per inaugurare l’ultima settimana di dibattito e campagna elettorale in vista del voto per le Comunali di domenica. Nulla di anomalo, se non fosse che i toni usati e le tesi espresse nel post hanno finito per irritare – e non poco – la prima cittadina uscente, Giusy Giordano, ricandidata tra le file della lista che sostiene il suo vice Maurizio Badiali.

Le parole che pesano sono quelle dell’aspirante consigliere Marco Levati: «25 anni di amministrazione Badiali e tandem hanno fatto morire tutto. Da ormai troppo tempo Brissago Valtravaglia è sprovvista di una Pro Loco, associazione fondamentale per la vita ricreativa e sociale, che punta al mantenimento delle proprie radici sul territorio». Segue l’impegno del candidato a intavolare un processo per ricostituire l’associazione.

«Prima di tutto ho un nome e un cognome – esordisce Giordano, interpellata a margine della pubblicazione del post – Trovo offensivo e inappropriato questo riferimento al “tandem” per indicare la mia attività come amministratore. Un’attività che in 15 anni mi ha consentito di fare tanto, sia per le persone di Brissago che per la comunità dell’alto Varesotto, che ho rappresentato come presidente del Piano di Zona, grazie alla fiducia riposta nei miei confronti da tutti i sindaci del distretto, e per la quale sono tuttora impegnata come presidente del Rotary Club. So cosa vuol dire lavorare per l’aggregazione e per il sociale, anche perché in paese abbiamo due associazioni che sosteniamo da tempo e che a loro volta ci sostengono con feste e altre iniziative: gli Alpini di Roggiano e il gruppo musicale La Sciuera. Valgono meno della Pro Loco?».

All’interrogativo segue una precisazione: è vero che la Pro Loco si è sciolta tempo fa – nel 2013 – ma grazie alle due associazioni sopra citate, e ad una convenzione con la parrocchia per l’utilizzo del campo sportivo, la vita sociale non è mai stata un problema – spiega Giordano – e le occasioni di ritrovo non sono mai mancate. Nel mezzo, nonostante lo scioglimento del vecchio gruppo, c’era anche l’intenzione di rifondare la Pro Loco. Ma poi è arrivato il covid.

«I ragazzi del paese sono venuti da me, ben prima dell’inizio della campagna elettorale – aggiunge il sindaco uscente – e hanno chiesto supporto per tutte le pratiche burocratiche necessarie a ricreare l’associazione. Il processo non è dei più semplici, prevede norme di aggiornamento a cui attenersi, corsi per la sicurezza da svolgere, responsabilità fiscali e un nuovo statuto da definire. L’emergenza sanitaria ci ha prima tenuto fermi per quasi due anni, e poi ci ha imposto tante restrizioni. Intanto il tempo è passato, ma ho detto ai ragazzi che dopo il voto, in caso di elezione, ci ritroveremo per riprendere il discorso e capire come muoverci».

Il tutto, precisa il sindaco, senza dimenticare che non è il Comune a fare la Pro Loco, ma sono i cittadini a riunirsi in modo organizzato, tanto che oggi le normative di riferimento non consentono più all’ente pubblico di avere un proprio rappresentante all’interno dell’associazione.

«E poi resta il fatto che il bilancio di un’amministrazione non ruota attorno alla presenza della Pro Loco – aggiunge in conclusione Giordano, tornando a quanto espresso da “Brissago Valtravaglia Alternativo” in apertura di post – Io chiudo la mia esperienza con un ente in salute e senza debiti, e con la soddisfazione di aver raggiunto traguardi importanti, come ad esempio l’apertura di una farmacia, una vera impresa per le stringenti graduatorie regionali che regolano questa materia, e poi ancora l’avvio dei lavori per la rotonda all’incrocio con il Piano e, rimanendo in zona, la realizzazione di un campo di calcetto che è un vero fiore all’occhiello per tutto il territorio. Una struttura frequentata ogni giorno da numerose persone che provengono da tutti i Comuni limitrofi. Questo non è promuovere l’aggregazione?».

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