La domanda sorge spontanea: il Città di Varese sarà promosso in Serie C o è condannato a vivere nell’inferno del dilettantismo ancora per molto?
Il Varese ha vissuto indubbiamente una stagione travagliata, questo è sotto gli occhi di tutti. Ad inizio campionato, nel girone A di Serie D vi erano sicuramente squadre più attrezzate e con obiettivi apertamente più ambiziosi della compagine biancorossa, come il Novara che ha rispettato le previsioni centrando il primato, il Casale o la Sanremese.
La squadra del capoluogo di provincia veniva da un’annata davvero sottotono, con la salvezza raggiunta solo agli sgoccioli ed un’incertezza assoluta che incombeva sull’ambiente, con i tifosi che non sapevano cosa aspettarsi dalla stagione successiva. Siamo arrivati alla conclusione della stagione 2021/22 ed il Città di Varese, dopo una annata di alti e bassi sfiorando a più riprese il sogno promozione diretta, è riuscito ad arginare i danni della pessima porzione di stagione condita da diverse sconfitte e che ha visto come epilogo l’esonero di Ezio Rossi e a concludere da quarti il proprio campionato, grazie ad una striscia di risultati positivi in seguito all’arrivo di mister Gianluca Porro.
La vera sorpresa è però stata la “post-season”, turni di playoff tra le prime quattro classificate (chiaramente escluso il Novara già in C), che ha visto il Città di Varese battere in gara secca le due squadre classificate sopra i biancorossi, il Casale e la Sanremese, squadra con tutti i favori del pronostico date le prestazioni lungo il campionato, tra le quali figurava anche una vittoria ai danni dei padroni del campionato, il Novara.
Il Città di Varese si è aggiudicato dunque con grinta e passione i playoff del girone A, dimostrando come nella regular season di potersela giocare con tutti, con la vittoria esterna in finale a Sanremo per 0-1 che iscrive i varesini alle graduatorie per i ripescaggi in C. Sì, perché i playoff appena vinti non assegnano di diritto un posto tra i professionisti, ma regalano dignità alla stagione e la speranza ai tifosi.
Ma il sogno Serie C è davvero irraggiungibile? Regolamento alla mano, i Bosini non sono in una pessima posizione in caso di ripescaggi, certo partono indietro rispetto ad altre qualificate data la propria media punti, chiaramente bassa data la quarta posizione in campionato, ma i biancorossi sono in tra i migliori per quanto riguarda altri elementi che influiscono maggiormente, come gli impianti a disposizione o gli anni di assenza dal professionismo e, sommando i diversi fattori, il Varese sembrerebbe rientrare tra le prime 8 della graduatoria, attendendo la lista ufficiale.
Il fattore più importante però ad oggi appare la volontà e la possibilità delle squadre stesse di iscriversi al campionato di C presentando una proposta ufficiale, un salto importante dal punto di vista economico e non scontato vista la condizione più che precaria delle squadre italiane.
Per un’eventuale promozione, infatti, la compagine ripescata dovrebbe versare come base 720 mila euro (300mila alla FIGC, 300mila di fideiussione alla Lega Italiana Calcio Professionistico e 120mila di prima affiliazione in Serie C), senza considerare il costo del mantenimento di una società che compiendo questo salto diventa professionistica, ritrovandosi quindi spese logistiche decisamente diverse. Forse è proprio questa netta differenza a causare la triste fine ormai sempre più frequente delle squadre tra C e D, che sommerse di debiti cessano di esistere.
Epilogo dal quale è passato anche lo stesso Varese, che ora però sogna con i propri tifosi il ritorno nel calcio che conta.
(foto di copertina dal profilo Facebook del Città di Varese)
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