Luino | 30 Aprile 2022

Riesce a fuggire dai talebani arrivando in Italia, la drammatica storia di Fatima a Luino

La testimonianza della 24enne afgana, prima e unica guida turistica donna del paese, in occasione dell'inaugurazione della mostra "(ri)scatti di donne" a cura delle classi 5B e 5Alf del liceo "Sereni"

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Un pomeriggio intenso, commovente e inaspettato quello di ieri all’interno di un gremito Palazzo Verbania a Luino, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “(ri)scatti di donne“, a cura delle classi 5B e 5Alf del liceo scientifico “Vittorio Sereni”, grazie alla toccante testimonianza della 24enne Fatima.

Fatima, la più giovane di otto figli, l’unica non sposata e l’unica ad aver avuto un’educazione scolastica, è riuscita a scappare dai talebani nello scorso agosto, quando era ricercata per il fatto di essere diventata la prima e unica guida turistica afgana.

La giovane è cresciuta in campagna, pascolando pecore, fino ad arrivare a farsi conoscere su Facebook e Instagram, canali fotografici dove raccontava le bellezze artistiche e naturali dell’Afghanistan che le hanno permesso, piano piano, di trasformarsi da pastora in “Cicerone”, visto che tanti turisti, soprattutto stranieri (i primi erano ucrani), le chiedevano di portarli in giro per far conoscere loro la città di Herat.

Un viso e uno sguardo, però, colmi di speranza, nonostante quello che ha vissuto nelle settimane in cui ha cercato di lasciare il paese, provando ad accedere all’aeroporto, nel momento in cui gli americani si stavano accingendo a lasciare il paese mentre i talebani erano pronti a riprendere in mano l’Afghanistan.

«Quando sono tornati i talebani ero ricercata e ho dovuto abbandonare la mia città, andando a Kabul – ha raccontato Fatima davanti ad un pubblico in rispettoso silenzio -. Sono stata in un dormitorio, nel quale dopo due giorni la presidentessa mi ha detto che dovevo andare via perchè non sarebbero riuscite più a proteggermi. Ho cercato due volte di lasciare l’Afghanistan, di accedere all’aeroporto, ma la situazione era complicata. Oltre ai controlli atroci dei talebani, che uccidevano persone davanti ai miei occhi, venivano cancellati voli in continuazione».

«La seconda volta, in aeroporto, stavo prendendo un volo americano, ero vicina alle porte, ma i talebani hanno cominciato a sparare, uccidendo anche una donna davanti a me. Ci hanno minacciato – ha continuato la 24enne -, non ci potevo credere. È stato orribile vedere la mia gente in quelle condizioni, famiglie intere con i bambini lottare per farsi largo, e i combattenti talebani lì a trattenerle, armati. Li ho visti picchiare anche le donne. Sono riuscita a scappare, fuggendo dall’aeroporto e perdendo ancora il volo».

Fortunatamente, però, qualche giorno più tardi, Fatima è riuscita a farcela e a salire su un volo militare diretto in Kuwait, dove da qui è partita per l’Italia, soprattutto grazie all’associazione Pangea Onlus e al presidente Luca Lo Presti. «Fatevi un applauso da soli – ha affermato rivolgendosi al pubblico luinesi -. Gli italiani sono un popolo fantastico, siete le persone migliori al mondo. Mi avete salvato la vita e mi state regalando il futuro».

Una conferenza di una potenza emotiva impressionante quella di ieri, tradotta e moderata da due studentesse, Micol Doria e Giulia Bossi, sotto la supervisione della professoressa Caterina Frosina, ideatrice dell’evento e della mostra fotografica: «Grazie alla mia passione dei viaggi in giro per il mondo è nata l’idea di affrontare la questione femminile, avendo la fortuna di aver conosciuto un compagno di viaggi iraniano che ho contattato per avere qualche foto sull’Afghanistan. In quell’occasione lui mi ha parlato di questa ragazza che aveva conosciuto e che era arrivata quest’estate in Italia. Così ci siamo messi in contatto e l’abbiamo invitata oggi (ndr, ieri)».

La mostra fotografica, infatti, parla della condizioni delle donne in giro per il momento, con immagini e didascalie che spiegano, in diverse lingue (italiano, inglese, francese e tedesco), le diversità rispetto alla nostra quotidianità, raccontando nel dettaglio quali situazioni le donne sono costrette a vivere in alcune parti del mondo.

L’esposizione si potrà visitare oggi, sabato 30 aprile, e domani, domenica primo maggio, a Palazzo Verbania, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Dal 7 maggio al 4 giugno, invece, sarà esposta alla biblioteca comunale di Laveno Mombello, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18 e venerdì e sabato dalle 9 alle 13.

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