Varese | 27 Aprile 2022

Al Circolo di Varese eseguito con successo un intervento mini-invasivo ad alta complessità

Un’operazione su una frattura a femore e anca riportata da un giovane coinvolto in un incidente svolta in artroscopia con la collaborazione del Dott. Aprato del Regina Margherita di Torino

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Una giornata da ricordare, quella di giovedì 14 aprile, per l’Ortopedia dell’ospedale di Circolo di Varese, diretta dal Prof. Fabio D’Angelo.

Le ragioni stanno in un intervento mini-invasivo ad alta complessità svolto con successo su un giovane paziente che, in seguito a un brutto incidente stradale, ha riportato un politrauma che ne ha determinato il ricovero in Terapia intensiva.

Il Circolo, com’è noto, è Centro Traumi ad Alta specializzazione e il paziente ha così trovato al suo arrivo in Pronto Soccorso tutti gli specialisti necessari a gestire al meglio il suo caso: non solo medici e infermieri dell’emergenza, ma anche anestesisti rianimatori, radiologi e ovviamente ortopedici.

Stabilizzate le sue condizioni in Terapia Intensiva, il paziente è stato sottoposto ad alcuni interventi in urgenza, definiti di damage control, ovvero interventi temporanei per stabilizzare le fratture in vista dell’operazione definitiva.

Si è quindi potuto pianificare l’intervento ortopedico maggiore, eseguito in artroscopia, ovvero con tecnica mini-invasiva, necessario per curare la rara e difficile frattura che aveva riportato al femore e all’anca.

Il paziente, infatti, oltre a diverse fratture trattate nell’immediatezza dell’incidente dai medici dell’equipe del Prof. D’Angelo, si era procurato quella che viene definita frattura tipo Pipkin dell’anca destra: una frattura della testa del femore associata alla lussazione dell’anca.

Grazie alla cooperazione con il Dott. Alessandro Aprato, direttore del presidio ospedaliero Regina Margherita della Città della Salute e della Scienza di Torino, aiutato dal Prof. D’Angelo, dal Dott. De Falco, dal Dott. Riva e dal Dott. Pautasso, è stato possibile prima rimuovere i frammenti di ossa liberi nell’articolazione e, successivamente, sintetizzare tramite piccoli accessi chirurgici la testa del femore con delle viti libere.

Grazie a questo tipo di intervento, davvero molto raro a livello mondiale, è stato possibile sintetizzare la testa del femore per farla guarire correttamente e, allo stesso tempo, ridurre significativamente i rischi di complicanze come la necrosi della stessa testa femorale.

Proprio oggi, inoltre, il paziente è stato dimesso dalla Terapia Intensiva.

«La frattura tipo Pipkin è molto rara – spiega il Prof. D’Angelo – e richiede che il chirurgo esegua un trattamento ad alto rischio di complicanze, legate soprattutto alla via d’accesso chirurgica. La collaborazione con il Dott. Aprato ha permesso di centrare l’obiettivo, riducendo al minimo il rischio di complicanze, grazie alle sue capacità artroscopiche sull’anca. Sono felice di poter collaborare con chirurghi di altissimo livello ed offrire l’eccellenza ai nostri pazienti. Non mi riferisco solo al Dott. Aprato, ma anche agli specialisti in servizio all’ospedale di Circolo di Varese: posso contare su una équipe medica giovane, volenterosa, molto preparata e pronta a mettersi in gioco e che elevano ogni giorno di più il livello professionale e tecnico dell’Ortopedia dell’ospedale di Circolo di Varese”.

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