A differenza dell’Italia, la Svizzera ha revocato tutte le misure anti-Covid a partire da oggi, venerdì primo aprile, dopo il primo importante allentamento avvenuto lo scorso 16 febbraio, quando si era deciso lo stop a mascherine e Green Pass nei negozi, ristoranti, strutture per la cultura, strutture aperte al pubblico e manifestazioni.
Le mascherine e il certificato Covid, però, saranno obbligatori solo in ogni luogo in cui viene esercitata una professione sanitaria, ma non lo sarà per chi prende i mezzi pubblici, mentre non ci sarà più l’isolamento per le persone positive al Coronavirus. “La responsabilità individuale resta fondamentale: è importante continuare a rispettare le regole di igiene e di comportamento”, si legge sul sito del governo ticinese.
Seppur nelle ultime settimane si sia assistito a un aumento dei casi di contagio, la situazione presso i reparti di terapia intensiva, in Svizzera, come in Canton Ticino, infatti, è rimasta stabile, senza incremento dei pazienti ricoverati. Il Consiglio federale ha perciò deciso di revocare anche gli ultimi provvedimenti, ribadendo però che i livelli di attenzione continuano ad essere alti e che la situazione continuerà a essere monitorata: il virus è sempre in circolazione.
“È quindi importante che ognuno di noi faccia la sua parte. Basta poco per proteggere sé stessi e gli altri – spiegano le istituzioni elvetiche -: continuiamo a osservare le buone misure di igiene, a indossare la mascherina se le distanze non possono essere garantite o ci si trova in un luogo chiuso con forte affluenza. Se presentiamo sintomi, restiamo a casa e facciamoci testare evitando così di contagiare altre persone”.
Nell’ottica di proteggere soprattutto coloro che sono più fragili e vulnerabili, sono state adeguate anche le Direttive del Medico cantonale (consultabili cliccando qui) per l’accesso alle strutture sanitarie e sociosanitarie del Cantone Ticino, così come l’utilizzo della mascherina nel settore extra ospedaliero.
L’uso obbligatorio della mascherina viene pertanto mantenuto negli ospedali, nelle case per anziani e anche nelle strutture sanitarie e sociosanitarie ambulatoriali, studi medici, farmacie e in ogni altro luogo dove viene esercitata una professione sanitaria. Per ospedali, cliniche e strutture sanitarie si è anche proceduto con ulteriori allentamenti nelle modalità di visita ai pazienti. Inoltre, uscite e congedi sono nuovamente liberi.
Il Dipartimento della sanità e della socialità, in ogni caso, continuerà a monitorare la situazione e confida nella buona osservanza delle misure igieniche tuttora raccomandate.
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