Cadegliano Viconago | 21 Marzo 2022

Cadegliano Viconago, il flash mob per sostenere la pace in tutto il mondo

Mentre in Ucraina la situazione è sempre più preoccupante, in occasione della giornata mondiale della poesia, iniziativa di sensibilizzazione per chiedere la pace

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Nella giornata di oggi, lunedì 21 marzo, la Biblioteca Civica “Virgilio” di Cadegliano Viconago si è attivata con un’iniziativa estemporanea un flash mob, che cerca di coinvolgere l’opinione pubblica nel sostenere la richiesta di pace per la popolazione di tutto il mondo attraverso la poesia.

Nessuna partigianeria, nessuna presa di posizione preconcetta, ma solo parole poetiche e un ramoscello d’ulivo affidate alle mani dei passanti sulla piazza del Municipio di Cadegliano Viconago in via Provinciale.

L’amministrazione comunale ha intrapreso concretamente questa sensibilizzazione ed educazione alla pace con diverse iniziative sostenute dall’Assessorato alla Cultura e dalla Commissione Cultura Biblioteca Civica, parlando con le immagini della mostra “Gli occhi dell’innocenza’’ della pittrice Adele Cossi, visitabile fino al 17 aprile all’interno della biblioteca e oggi, nella giornata mondiale della poesia, con le parole della piccola israeliana Talil Sorek.

Questa toccante poesia è stata composta durante la guerra del Kippur nel 1973, ma a quasi cinquant’anni di distanza e in un momento storico e drammatico come quello che stiamo vivendo, sottolinea ancora che le conseguenze tragiche di tutte le guerre colpiscono i bambini e le persone più deboli ed esposte in ogni paese e in ogni tempo.

La presidente della Commissione Cultura e promotrice dell’iniziativa, la poetessa Aleksandra Damnjanovic, insieme ai volontari del gruppo di gestione della Biblioteca, hanno distribuito i fogli con la poesia e una sintetica motivazione del loro gesto, accompagnandole con il simbolo universale della pace-un rametto d’ulivo e una violetta-simbolo di primavera e rinascita.

Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Talil Sorek

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