Il sistema sanitario, specialmente in Lombardia, sta vivendo «un momento di estrema difficoltà», secondo Pietro Potestio, vicepresidente e portavoce di ANISAP Lombardia, l’Associazione Regionale delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private e accreditate al SSN.
«Dopo due anni di assedio dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha messo a dura prova il SSN, ci troviamo – afferma – a dover affrontare un problema che era già noto ma che ora è notevolmente amplificato: le liste di attesa. Se prima del Covid questo problema era già esistente ma, in qualche maniera, tenuto sotto controllo dalle strutture ambulatoriali private accreditate, ora anche queste non riescono più a dare risposte ai pazienti nei termini stabiliti dalle priorità indicate sulle ricette mediche».
Le liste, infatti, nel territorio regionale, hanno subito incrementi che vanno dal 30 al 50% e che si sommano ai tempi di attesa del 2021 già in sofferenza. E il motivo di questo impasse – spiegano da ANISAP Lombardia – è imputabile a due fattori.
Il problema esisteva già prima del Covid ed era determinato da un aspetto legato alle risorse disponibili nel sistema. I finanziamenti per il settore privato accreditato che arrivano alle Regioni sono bloccati da un tetto non incrementabile legato al DL 95 del 2012. I budget assegnati alle singole strutture sono fermi al 2011, per effetto di questo decreto, con una popolazione che, fortunatamente, vive più a lungo che in altri Paesi europei , ma conseguentemente ha sempre maggiore necessità di cure. Risultato: maggiore domanda, scarsità di offerta dovuto alle risorse, allungamento costante e progressivo dei tempi di attesa.
Il secondo fattore è imputabile a questi due tragici anni, che hanno visto il sistema sanitario totalmente concentrato nel tentativo di curare e salvare i cittadini dalla pandemia con l’interruzione, obbligata da parte del pubblico dell’attività ambulatoriale da un lato, e dall’altro l’impossibilita di sottoporsi agli esami necessari per paura di contagiarsi da parte dei pazienti. In questa situazione il settore ambulatoriale privato ha fornito sempre il proprio servizio cercando di far fronte a tutta la domanda inevasa dal pubblico.
«Il sommarsi di questi due fattori – prosegue Potestio – ha portato alla situazione attuale che è molto grave e non sopportabile per una Regione come la nostra che vede il cittadino, sempre più spesso, dover ricorrere al pagamento delle prestazioni sanitarie che dovrebbero essergli garantite. È pur vero che Regione Lombardia ha stanziato qualche giorno fa 40 milioni di euro destinati al settore privato accreditato per cercare di abbassare le liste di attesa dei ricoveri e delle prestazioni ambulatoriali, ma questo stanziamento, se rapportato al totale della produzione sanitaria privata accreditata si traduce in un aumento del 1,3% che equivale a cercare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua».
«C’è solo una soluzione che avrebbe un effetto positivo in breve tempo. Un finanziamento straordinario ed eccezionale da parte del Governo, anche perché si tratta di far fronte ad una emergenza, sufficientemente capiente da poter dare un immediato stop al crescere delle liste di attesa. Il nostro comparto, – conclude Potestio – di fronte ad una iniziativa del genere, consapevole del ruolo di partner proattivo del Sistema Sanitario Regionale che ci ha sempre contraddistinto, è disponibile a farsene carico, sfruttando capacità di adattarsi alle situazioni molto velocemente e flessibilità delle proprie strutture».
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