Lombardia | 28 Febbraio 2022

Bocce, il crollo di Possaccio e Caccialanza

I milanesi, sino ad oggi imbattuti, hanno trovato il modo di cadere contro ogni pronostico a Villafranca, andando a sporcare il loro immacolato cammino

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(A cura di Roberto Bramani Araldi) Non è ancora certo, le versioni sono ancora contrastanti, ma sembra assodato che nella stele di Rosetta – la Rashid di oggi sul delta del Nilo -, scoperta nel 1799 dal capitano Bouchard durante la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto, risalente al 196 avanti Cristo, redatta in tre lingue – geroglifico, riservato alla classe sacerdotale, demotico, semplificazione della scrittura ieratica, e greco – per celebrare l’avvento al trono del faraone Tolomeo quinto Epifane, essenziale per la decrittazione dei geroglifici dei quali erano ornati templi e monumenti, ci fosse un breve riferimento al secolo ventunesimo dove, in quel di Possaccio, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, si sarebbe verificato un evento catastrofico per quelle lande con la prima sconfitta casalinga della compagine locale, di solito inesorabile giustiziere dei chimerici che si presentano con la speranza di primeggiare.

Non c’erano date, è pur vero, ma i geroglifici erano chiari: prima o poi sarebbe avvenuto. Le avvisaglie – o gli spettri se si preferisce – erano già sinistramente apparse nell’incontro con Villafranca, nel quale i locali erano riusciti ad acciuffare un pareggio insolito per il passato glorioso, tuttavia quasi nessuno ipotizzava che i campani del Kennedy potessero spadroneggiare mettendo letteralmente alle corde i verbanesi.

Ma è assodato che la legge dello sport sa essere priva di qualsiasi risvolto umano: la pietas latina è accantonata e, se appena qualcuno dei contendenti mostra anche una pur minima debolezza, l’avversario si avventa famelico a sbranarlo, sollevando, come novello Conte Ugolino, la bocca dal fiero pasto. I napoletani, dopo essersi portati in vantaggio per 2-1 nel primo tempo, cedevano il secondo set della terna, a fronte di una fantastica prodezza di Andreani, per arrivare all’intervallo in parità. Tuttavia l’inizio delle coppie lasciava intravedere un triste destino per i locali, che giocavano sempre peggio, con il solo Andreani ai suoi livelli, mentre per gli altri qualche sporadica iniziativa degna di rilievo non poteva arrestare ciò che nell’antico Egitto era stato preconizzato.

Quindi 3-2 , poi 4-2 – ma come è possibile, a questi livelli, far fare per ben due volte quattro punti in un’unica mano agli avversari, sul proprio infido campo, per di più – fino al letale 5-2 come logica conclusione di un destino ormai tracciato.

Che dire, forse manca un leader carismatico come Chiappella, ma anche un accostatore martellante come Turuani, utilizzabile come ancora di salvezza nelle situazioni meno prevedibili, forse solo un appannamento momentaneo, oppure le distrazioni legate alla recente gara del Basso Verbano, nella quale si sono accaparrati i primi posti gli alfieri di Caccialanza e Possaccio.

Il sospetto potrebbe possedere qualche spicciolo di verità, giacente in fondo al contenitore più profondo nel quale sono inserite le ipotesi più balzane, considerato che i milanesi, sino a oggi imbattuti e che sembravano aver ipnotizzato il campionato, hanno trovato il modo di cadere, contro ogni pronostico, a Villafranca, andando a sporcare il loro immacolato cammino e consentendo di creare, alle loro spalle, un’incredibile ammucchiata in pochi punti, entro la quale può veramente accadere di tutto.

Siamo solo alla settima delle 22 giornate previste, è un terzo del cammino, perciò è prematuro formulare sentenze definitive sullo sviluppo del campionato, tuttavia qualche indicazione si sta prospettando rivelatrice se non altro di una tendenza: quella di un grande equilibrio fra compagini che si equivalgono, dove anche un piccolo dettaglio può diventare decisivo per assurgere all’empireo o far
precipitare nelle bolge dantesche.

PILLOLE DI BOCCE.
26 febbraio – Campionato italiano Serie A – 7a giornata
VIllafranca (VR) – Caccialanza (MI) 5-3 (52-44)
Miloro/Monaldi/Patregnani (VR) – M. Luraghi/P. Luraghi/Savoretti (2° set Gusmeroli) (MI) 8-1 8-5
Cappellacci (VR) – Viscusi (MI) 8-7 4-8
Miloro/Patregnani (VR) – P.Luraghi /Gusmeroli (MI) 5-8 3-8
Cappellacci/Monaldi (VR) – M. Luraghi /Viscusi (MI) 8-2 8-5

Possaccio (VCO) – Kennedy Napoli (NA) 3-5 (44-54)
Andreani/Signorini/Scicchitano (2° set Rossoni) (VCO) – Coppola/La Marca/Mauro (NA) 7-8 8-3
Paone (VCO) – Pappacena (NA) 8-6 2-8
Andreani (2° set Mazzolini)/Paone (VCO) – La Marca/Pappacena (NA) 3-8 8-5
Rossoni (2° set Scicchitano)/Signorini (VCO) – Coppola/La Marca (NA) 5-8 3-8

Classifica.
Caccialanza 18 – Mosciano 15 – Boville, Possaccio 13 – Cagliari, Kennedy Napoli 12 – Fontespina, Villafranca 10 – Codogno 9 – Fossombrone 7 – Civitanovese 3 – Enrico Millo Salerno 1.

24 febbraio – Basso Verbano/Taino – specialità individuale – regionale serale A
Viscusi – Caccialanza (MI)
Barilani – Cuviese (VA)
M. Luraghi – Caccialanza (MI)
Zovadelli – Arcos Brescia (BS)
Andreani – Possaccio (VCO)
Paone – Possaccio (VCO)
28 febbraio – Bottinelli/Vergiatese/Renese – inizio specialità individuale serale ABCD

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