Da anni il territorio di Maccagno con Pino e Veddasca, dal lago alla montagna, è oggetto di frane e smottamenti che, a causa delle calamità naturali, causano danni e disagi in tutto il paese, il secondo più grande della provincia di Varese in quanto a superficie.
E così l’amministrazione comunale ha inserito da tempo come priorità assoluta quella del dissesto idrogeologico, cercando di prevenire qualsiasi tipo di situazione di pericolo per garantire l’incolumità ai propri cittadini. “Il fiume Giona è una bomba ad orologeria e dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi”, ha esordito per iniziare ad affrontare il tema il sindaco Fabio Passera.
Per questo, dopo la fusione dei Comuni, avvenuta otto anni fa, sono state portate avanti numerose opere per sistemare il territorio. Da quanto si apprende, ad oggi, si sta lavorando su molteplici lavori per un valori di 5 milioni di euro, tra progetti in corso, interventi finanziati e idee future.
Il fiume Giona, lungo oltre un chilometro e mezzo, nasce in Val Dumentina e sfocia nel lago Maggiore proprio nel centro di Maccagno. In questi anni, a causa delle violente precipitazioni, in alcuni casi vere e proprie alluvioni, ha portato a valle una marea di detriti che, periodicamente, vanno a coprire il letto del corso d’acqua verso il Museo Civico “Parisi Valle”.
“Regione Lombardia (ente competente, ndr) ha dato fondi al Comune per tre lotti, utili a pulire l’asta del Giona – commenta Fabio Passera -. Il primo lotto è stato finanziato con 800mila euro, oggi abbiamo presentato altri due progetti in Conferenza dei Servizi, uno di 650mila e l’altro di 760mila. Il progetto è quello di pulire tutto il fiume dal lago fino al depuratore, portando via tutto il materiale e i detriti, per uno stanziamento di 1,9 milioni di euro“.
Ma il problema della sicurezza si risolverà in questo modo? “Certamente no – rincara la dose il primo cittadino -. In concerto con l’Ufficio Territoriale di Varese, abbiamo avanzato un’idea, una suggestione: fermare a monte del paese tutto il materiale costruendo una sorta di diga sbarramento, in grado di far defluire l’acqua e portare via i detriti. Così stiamo lavorando su una Convenzione con Regione Lombardia, sempre aperta, per trovare aziende in grado di portare via il materiale. Sono del parere che è meglio spendere i soldi una volta sola e risolvere la questione, senza creare problemi durante l’innalzamento del livello dell’acqua e nelle ipotetiche esondazioni verso il Museo”.
Il Giona, come evidente, è una criticità prioritaria da risolvere, soprattutto anche dopo aver iniziato la sistemazione dell’area spiaggia per accogliere bagnanti e turisti tra primavera ed estate. “La sicurezza viene prima di tutto – continua Passera -, ed il problema del dissesto è clamoroso. Siamo preoccupati per le sorti del Giona e siamo convinti che lo studio di fattibilità della diga sbarramento possa diventare un caso di scuola per altre realtà. Sicuramente non è la panacea di tutti i mali, ma bisogna iniziare a fare qualcosa, anche perché tra assegnazione dei fondi e di appalti potrebbero passare anni. Le amministrazioni passano, ma le criticità restano, quindi non possiamo proprio permetterci di abbandonare o disinteressarci del territorio”.
Èd è straordinario anche il legame con lo spopolamento delle valli, perché con il passare degli anni sempre più cittadini si stanno trasferendo dai borghi della Veddasca per spostarsi in cittadine più grandi, dove ci sono più servizi. “Questo è un grande problema – conclude il sindaco -, perché la presenza dei cittadini è fondamentale per ricevere segnalazioni e per riuscire a riqualificare e valorizzare i borghi. In questo senso la fusione è stata fondamentale, ci ha permesso di ottimizzare i servizi e di risparmiare 250/300mila euro l’anno, fondi da poter inserire nella spesa corrente”.
Nel dettaglio sono diverse, come accennato, le opere previste per mettere in sicurezza il territorio: 215mila euro per un progetto ad Orascio, 30mila euro da Regione per intervenire dietro la galleria della Madonnina (quella entrando in paese da Colmegna), per un’opera dal costo di 150mila euro. Lavori per 230mila euro ad Armio, 50mila euro a Campagnano, 550mila euro a Cadero, per dei lavori a monte, altri interventi per sistemare una zona interessata da una frana ad Armio (100mila euro) e, infine, interventi di altro genere tra la strada di Zenna e i Monti di Pino e lungo i torrenti tra Pino e Tronzano Lago Maggiore.
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