Sport | 25 Febbraio 2022

Jannik Sinner: dall’Alto Adige con furore!

È il più giovane tennista ad avere vinto le NextGen ATP Finals tanto che, nel 2019, è stato insignito persino del premio come esordiente dell'anno a soli 18 anni

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Ci troviamo a San Candido, un piccolo paese dell’alta Val Pusteria in Alto Adige, nella calda estate del 2001. È il 16 agosto e la famiglia Sinner è in vena di festeggiamenti perché è nato il figlio, un ragazzo che farà parlare di sé tutto il mondo nel giro di pochi anni.

Come avrete facilmente intuito si tratta del giovanissimo Jannik Sinner (classe 2001) il quale, armato di racchetta da tennis, ha fatto letteralmente impazzire gli appassionati di tale sport in ogni parte del mondo, i suoi compagni di squadra, gli avversari ed anche siti e portali come www.recensioniscommesse.com oppure quelli che trattano di sport.

Si tratta poi del più giovane tennista ad avere vinto le NextGen ATP Finals tanto che, nel 2019, è stato insignito persino del premio come esordiente dell’anno a soli 18 anni! Un talento così mostruoso e precoce, del resto, non poteva certo rimanere confinato in un campetto di paese, ma doveva venire presentato al mondo.

E quale miglior scenario, dopo gli Australian Open che tanto hanno fatto parlare di Novak Đoković e delle sue opposizioni all’obbligo vaccinale, se non il Duty Free Tennis Championships di Dubai. Una località davvero calda ed esotica, ma anche molto ricca e particolarmente presente nel panorama economico mondiale, al pari del Qatar che, in inverno, sarà invece la casa dei Mondiali di Calcio 2022.

Su questo rovente terreno di gioco Sinner ha dunque dimostrato ancora una volta come sia un tennista con molto da dire ed in grado di sostenere una partita di livello elevatissimo. Il suo ultimo avversario, sconfitto dopo un duello all’ultima pallina, è stato il britannico Andy Murray. Una stella del tennis inglese di 34 anni che, di partite ed avversari formidabili, ne sa qualcosa!

Dopo la sua vittoria contro l’inglese Sinner ha dichiarato che “ero un po’ nervoso all’inizio perché contro di lui avevo perso. Ho cercato di essere concentrato e di non pensare a chi avevo di fronte: lui è una leggenda, ha vissuto momenti complicati, ha subito operazioni, non posso che augurargli il meglio. Ho cercato di essere continuo fin dall’inizio e sono molto soddisfatto per questa vittoria”.

Ma nonostante tutto, l’atleta altoatesino ha lasciato comunque trasparire tutta la sua modestia e sobrietà che sembrano contraddistinguerlo, di certo al contrario del tedesco Alexander Zverev che ha dimostrato ben poca sportività, aggiungendo anche che “sono stato anche un po’ fortunato nel primo match point, poi ho giocato bene i punti dopo”.

Per chiudere il tutto, la cosa interessante è che su questo terreno di gioco Sinner si è trovato ad essere forse un po’ troppo “spaesato” dopo il cambio di rotta con il suo allenatore. Da Riccardo Piatti, i due sembrano comunque essersi salutati in maniera rispettosa e civile, si è infatti passati a Simone Viagnozzi.

A tal proposito, Sinner ha poi risposto alle domande dei giornalisti asserendo che “ognuno di noi ne ha bisogno per conoscersi meglio. Se ho cambiato perché Vagnozzi è più giovane di Piatti? No, non è questo il motivo. Come ho sempre detto, ho passato sette anni meravigliosi con Riccardo Piatti e il suo team. Ma non ci sono ragioni precise”.

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