Milanese di nascita, ma adottato in ogni regione d’Italia e oltre i confini nazionali, il panettone è uno dei prodotti simbolo del Natale. Questo prodotto tipico del nord Italia, che potete trovare in vendita su bbuono, trae le sue origini secoli fa.
Tra le diverse leggende che raccontano la storia di questo dolce, la più verosimile narra di un cuoco al servizio di Ludovico il Moro incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale, che per errore si dimenticò il dolce nel forno, che finì per carbonizzarsi.
Vista la disperazione dello chef, Toni, un piccolo fornaio, propose una soluzione, prendendo dalla dispensa quei pochi ingredienti rimasti, ovvero farina, burro, uova, scorza di cedro e qualche uvetta, per realizzare un dessert a sorpresa.
Fu senza dubbio un tentativo forse maldestro e impulsivo di proporre un’alternativa per non disattendere le volontà del Duca, ma il coraggio e l’arte del saper fare premiarono Toni, che si presentò al cospetto del Duca con questo dolce mai visto e degustato prima d’ora.
Fu un esperimento, un azzardo forse, che però raccolse l’entusiasmo di tutti i commensali, Duca compreso. Nessuno sapeva quale fosse il nome di questa portata segreta, che Toni chiamò il “pane di Togn”, ossia il “panettone”.
Evoluzione dei prodotti tipici, fino ai giorni nostri
Nel XV secolo, ai fornai che nelle botteghe di Milano impastavano il pane dei poveri (pane di miglio o pan de mej) era vietato produrre il pane dei ricchi e dei nobili (pane bianco, chiamato micca), ad eccezione del giorno di Natale, quando aristocratici e plebei iniziarono a consumare lo stesso pane, regalato dai fornai ai clienti. Era il pan di scior o pan de ton, ovvero il pane di lusso, di puro frumento, farcito con burro, miele e zibibbo, una vera leccornia.
La più antica attestazione di “pani grossi” prodotti con burro, uvetta e spezie si trova in un registro delle spese del collegio Borromeo di Pavia del 1599: il 23 dicembre dello stesso anno nell’elenco delle portate previste per il pranzo di Natale compaiono anche le spese per 5 libbre di burro, 2 di uvetta e 3 once di spezie date al prestinaro per confezionare 13 “pani grossi” da donare ai collegiali il giorno di Natale.
Alla fine del Settecento la Repubblica Cisalpina sostiene l’attività di artigiani e commercianti milanesi favorendo l’apertura dei forni. Nell’Ottocento il panettone diventò protagonista di un’annuale abitudine: il governatore di Milano, Ficquelmont, era solito darlo in offerta al principe Metternich come dono personale.
Successivamente, agli inizi del Novecento, grazie ai miglioramenti delle macchine impastatrici, iniziò con successo l’esportazione del panettone in tutto il mondo.
A Milano fino al 1900 molti fornai e pasticceri producevano il panettone, oggi però le grandi realtà industriali di questi prodotti tipici sono dislocate in tutta Italia, mentre nel milanese e nel torinese restano ancora diversi artigiani che producono questo prodotto tipico secondo la ricetta tradizionale.
A partire dagli anni ’50 del XX secolo si è affermata la produzione industriale del panettone grazie al quale il prodotto si è diffuso in Italia tramite la Grande Distribuzione Organizzata.
Panettone: da Milano a Brescia, tutte le varianti italiane
Oggi il panettone è un prodotto tipico italiano tutelato dal 2005 da un disciplinare, che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poter essere definitSono davvero moltissime le tipologie di panettone presenti sul territorio italiano e altrettanti i prodotti tipici di ogni singola regione d’Italia: da quello con i canditi e l’uvetta nella versione classica, a quelli ripieni di creme a vari gusti, ricoperti, liquorosi in quelle più modaiole e innovative. La caratteristica comune? Una spugnosità tutta da gustare.
Ogni anno le pasticcerie sfornano la loro ricetta segreta, declinandola in numerose varianti da scoprire una per una.
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