Lombardia | 27 Gennaio 2022

Sostegno abitativo a coniugi separati e divorziati, Regione proroga il bando

Critico il consigliere dem Astuti: “Bando importante ma con limiti che esclude molti dalla misura di sostegno. Abbiamo chiesto di modificare i requisiti”

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Regione Lombardia ha prorogato al 31 dicembre 2022 i termini per accedere al bando in favore di coniugi separati o divorziati che prevede un sostegno ai genitori in condizioni di disagio economico utili a integrare il canone di locazione.

“Alla luce delle difficoltà sociali ed economiche causate dal perdurare dell’emergenza – ha dichiarato Alessandra Locatelli, assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità – vogliamo dare la possibilità ai genitori separati e divorziati in difficoltà di poter usufruire di un aiuto prezioso volto a integrare il loro canone di locazione. Questa misura ha ottenuto riscontri importanti ed è molto apprezzata dai richiedenti: si tratta di 3,3 milioni di euro che sono una boccata di ossigeno per molte persone, con figli, in difficoltà e che in questi mesi di emergenza hanno patito maggiormente gli strascichi della crisi economica e sociale”.

Per quanto riguarda i requisiti di ammissione dei destinatari è stato stabilito che possono fare richiesta i coniugi che hanno lo stato civile di separato/divorziato, per i quali la separazione è avvenuta nei 2 anni precedenti la data di presentazione della domanda e che hanno i seguenti requisiti:

– figli nati o adottati nel corso del matrimonio: minori o maggiorenni (solo se in carico ai genitori); disabili minori o maggiorenni in carico ai genitori;
– un ISEE in corso di validità inferiore o uguale a euro 30.000;
– residenti in Lombardia da 5 anni;
– che non abbiano riportato condanne con sentenze passate in giudicato per reati contro la persona, tra cui gli atti persecutorii di cui al decreto legge 23 febbraio 2009, n. 38, nonché per i delitti di cui agli articoli 570 e 572 del Codice penale;
– intestatari di un contratto di locazione regolarmente registrato o di un contratto provvisorio per emergenza abitativa (es. residence, housing o altra tipologia di alloggio).

Possono accedere inoltre al contributo i genitori che si trovano a vivere in condizione di grave marginalità sociale e che sono ospiti presso strutture di accoglienza o che vivono in condizioni precarie e non dignitose.

Critiche sul provvedimento sono arrivate da parte del consigliere regionale del Partito democratico Samuele Astuti: “Sostenere l’affitto di genitori separati o divorziati solo da due anni vuol dire essere ben poco utili alla maggioranza delle persone che si trovano in questa situazione. È un bando senz’altro importante, ma presenta alcuni limiti e per questo il Pd ha presentato un’interrogazione che chiede delucidazioni sulla misura”.

“Il primo limite – spiega Astuti – è quello che pone l’evento solo nei due anni precedenti, l’altro quello della residenza in regione da almeno 5 anni, vecchio leit motiv del centrodestra lombardo, che viene applicato in qualunque misura rivolta a cittadini in difficoltà. Nell’interrogazione si chiede di sapere se Giunta e assessore intendano rivedere i criteri di accesso alla misura di sostegno abitativo a favore dei coniugi separati o divorziati in condizioni di disagio economico, rimuovendo il requisito, fortemente selettivo, che vede quali beneficiari i coniugi per i quali la separazione è avvenuta nei due anni precedenti la data di presentazione della domanda”.

“Avevamo già chiesto – conclude l’esponente dem – di cambiare i requisiti dei due anni dalla separazione o divorzio e dei 5 di residenza, che ci parevano in un caso troppo limitante e nell’altro discriminante. Ma Giunta e assessore perseverano e non intendono discutere su possibili modifiche legislative. Sarebbe un provvedimento fondamentale, ma impostato in questo modo ha un forte sentore propagandistico: si tratta di un sostegno che esclude molti ed è diretto a una platea ben precisa e ristretta di cittadini”.

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