Canton Ticino | 25 Gennaio 2022

Truffe telefoniche in Ticino, attenzione ai “falsi poliziotti”

In questi giorni diverse le segnalazioni su episodi di raggiro di questo tipo. In Germania intercettati malviventi con 40mila franchi sottratti a un’anziana

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La Polizia cantonale del Ticino ha comunicato che, in questi giorni, sono giunte diverse segnalazioni che indicano una recrudescenza di contatti telefonici truffaldini. Per questo gli agenti si appellano alla popolazione, in particolare ai familiari e a coloro che assistono o sono di riferimento a persone anziane, per sensibilizzarle sui pericoli di questo genere di truffe.

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato: nel compimento della truffa la vittima viene contattata telefonicamente da una persona che cerca di carpire abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata così da convincerla a cedere e a consegnare ingenti somme di denaro. Rispetto al passato, le modalità appaiono tuttavia maggiormente articolate.

Due le tipologie di inganno messe in atto.

Negli ultimi casi segnalati, gli autori del raggiro (spacciandosi per agenti di polizia) chiedono insistentemente un’importante somma di denaro a copertura delle spese per la cauzione di un congiunto, responsabile di un grave incidente della circolazione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore) per evitare la carcerazione, spronano la vittima a immediatamente effettuare il prelevamento (diverse decine di migliaia di franchi che una terza persona passerà poi a ritirare). Si precisa che le telefonate giungono principalmente su telefoni fissi e, laddove è presente un display sull’apparecchio, il numero chiamante appare come “sconosciuto”. Da notare poi che, agendo dall’estero e nell’intento di rendere difficile la loro identificazione, i malviventi tendono ad avvalersi di persone residenti o attive in Ticino (spesso autisti o conducenti di taxi) che con un pretesto e in cambio di un compenso, vengono incaricate di andare a ritirare al domicilio della vittima il pacchetto contenente il denaro da trasportare oltre i confini nazionali. Chi si presta a questo genere di attività si rende così perseguibile penalmente. Circostanza, quest’ultima, dimostrata anche da quanto avvenuto nei giorni scorsi.

Nell’ambito di una serie di accertamenti che ha portato a sventare un raggiro, sono infatti stati intercettati in Germania con la fattiva collaborazione delle autorità tedesche due uomini e una donna che stavano viaggiando con circa 40mila franchi consegnati nelle ore precedenti da un’anziana del Mendrisiotto.

Vi è poi un secondo genere di raggiro, più elaborato nei tempi di esecuzione. Presentandosi sempre come membri delle forze di polizia, i malviventi millantano una serie di problematiche di sicurezza nel sistema bancario della persona presa di mira. Giocando abilmente sulla paura instillata e attraverso numerose telefonate finalizzate a carpire la fiducia della vittima, la convincono a recarsi in banca per prelevare tutti i risparmi. Dopodiché la spingono a nascondere momentaneamente quanto raccolto all’esterno dell’abitazione per metterlo al sicuro. Nottetempo i truffatori fanno così capolino e i risparmi si volatilizzano. In quest’ultimo caso, la chiamata non proviene da un numero sconosciuto ma da un’utenza che sembra essere ricollegabile alle forze dell’ordine. Per dare consistenza all’inganno, gli autori si avvalgono infatti di un sistema che permette di camuffare il proprio numero; simulandone uno ricollegabile in qualche modo alla polizia (ad esempio +41 91 117 117).

Questi i consigli della Polizia cantonale per non incappare in questo genere di truffe:
– essere sempre diffidenti quando si ricevono chiamate con richieste di denaro;
– non citare mai il nome dei parenti al telefono. Specificare che in casi d’emergenza ci si deve dapprima consultare con qualcun altro e interrompere subito la conversazione telefonica, poi contattare un parente che si conosce bene e di cui ci si fida e con lui/lei verificare le informazioni;
– non consegnare mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti;
– non dare a nessuno informazioni sui propri averi, né su quelli che si posseggono in casa o in banca;
– se una chiamata sembra sospetta, informare subito la polizia telefonando al 117 (numero d’emergenza);
– informare i parenti e conoscenti e sensibilizzarli dell’esistenza di questo tipo di truffa.

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