Svizzera | 19 Gennaio 2022

Più violenza, aggressioni e rischi: gli effetti negativi dello stop alla prostituzione in Svizzera

Uno studio dell’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo ha analizzato le conseguenze del divieto imposto come misura per arginare la pandemia

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(fonte www.luganolife.it) Il divieto della prostituzione, introdotto in Svizzera come misura per combattere il coronavirus, ha avuto più conseguenze negative che effetti positivi.

Un gran numero di prostitute ha infatti continuato a lavorare, ma in condizioni precarie e con un rischio accentuato di coercizione e violenza, come indica uno studio dell’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), reso noto dal portale svizzero swissinfo.ch.

Le ricercatrici e i ricercatori della ZHAW hanno interrogato 14 operatrici/operatori e 11 persone che lavorano nel settore. Lo studio ha dimostrato un aumento delle aggressioni e della violenza, così come dei tentativi di coercizione e truffa. Confrontati con problemi finanziari, molti lavoratori del sesso hanno continuato a esercitare nonostante il divieto, mentre i clienti erano in una posizione di forza a causa dell’impossibilità di presentare una denuncia.

Sulla base di tali risultati – scrive ancora il portale – gli autori dello studio raccomandano di evitare simili divieti in futuro, ma di sviluppare misure adatte a questo tipo di mercato. Gli effetti negativi sono di gran lunga preponderanti, non da ultimo l’impossibilità di effettuare un contact tracing adeguato.

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