Telefoni impazziti, attività frenetica, mansioni accantonate e tanti, tantissimi cittadini a cui “trovare un posto”, risolvendo inoltre, dove necessario, le perplessità riguardanti l’utilizzo di app, siti web, documenti da scaricare per essere in regola con tutto.
In queste ultime settimane, complice la chiusura per ferie dei laboratori, i ritmi riguardanti la somministrazione dei test rapidi per rilevare la presenza del coronavirus sono diventati un problema per diverse farmacie, situate in quella porzione di alto Varesotto che va dalla fascia lacustre alla Valcuvia.
Le richieste sono numerose e soddisfarle tutte è un’impresa, in larga parte legata a chi, scegliendo di non vaccinarsi, “va avanti a tamponi” per assicurarsi la costante validità del green pass in versione “base”; quella versione che dal 10 gennaio, salvo provvedimenti dell’ultima ora, resterà idonea soltanto per la scuola e per recarsi sul luogo di lavoro, a piedi o con mezzi propri, perché pullman, treni, metropolitane e tram diventeranno “off limits” per le persone non in possesso di green pass rafforzato (ottenibile soltanto con il vaccino o certificando l’avvenuta guarigione dal virus).
«Le richieste dei cittadini non vaccinati che ricorrono continuamente al tampone finiscono per assorbire tutti i posti disponibili», spiega il responsabile di una farmacia del territorio, evidenziando una problematica destinata ad ingigantirsi, ora che Regione Lombardia ha autorizzato le farmacie – con decorrenza dal 5 gennaio – ad effettuare i tamponi per fine isolamento e fine quarantena.
Ma le criticità, come detto, non impattano solamente sulla gestione dello “spazio” e sull’intasamento delle linee telefoniche. Il sistema che si attiva ad ogni richiesta di tampone è macchinoso, e prevede una serie di step telematici con tempistiche rilevanti per quel che riguarda l’elaborazione: identificare i soggetti, registrarli sull’apposito portale, ritirare l’esito, inviarlo, ripetere il tutto per ogni singolo cittadino – perché per privacy non è possibile tenere in memoria alcun dato – e accompagnare passo dopo passo le persone che non riescono in autonomia, tramite strumenti informatici, ad ottenere il proprio certificato.
«Molti tornano in farmacia per farsi stampare il green pass – sottolinea un altro addetto – servirebbe del personale aggiuntivo soltanto per queste pratiche».
A Luino tutte le incombenze sono a carico della farmacia comunale, assistita da personale infermieristico e dai volontari della Croce Rossa, che offrono un fondamentale supporto presso la sede dell’ex Infopoint. Tra i vari riferimenti sul territorio ci sono poi le farmacie di Maccagno, Brissago, Laveno, Porto Valtravaglia e Cuvio.
Le ferie si fanno sentire, e sarà così almeno fino alla prossima settimana, quando il lavoro dei laboratori riprenderà a pieno regime. Farmacisti e collaboratori cercano di reggere il ritmo, garantendo il servizio anche sette giorni su sette, o dando priorità a chi deve uscire dalla quarantena e a chi non riesce a mettersi in contatto con il proprio medico e con Ats. Ma i telefoni restano “caldi” e c’è chi dietro al banco tiene il tempo: «Un tampone ogni due minuti al massimo».
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