Svizzera | 3 Gennaio 2022

In Svizzera scarseggiano i cani da valanga, timori per le operazioni di salvataggio

Dai primi Duemila il loro numero è passato da 300 a meno di 100 esemplari. Da tempo stabile il numero dei decessi legati alle valanghe: 22-23 ogni anno

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(Fonte: www.luganolife.it) L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi: in vent’anni il loro numero è passato da 300 a meno di 100 esemplari. Attualmente, nel Canton Vallese, le unità cinofile operative sono solo 14.

Yvan Morath, proprietario ed istruttore dei cani da valanga, rimarca: «I cani da valanga sono estremamente importanti nelle operazioni di salvataggio in montagna. Pensiamo alle vittime delle valanghe, oggi molti sono dotati di Arva (ricetrasmittente di segnale, ndr) ma se questo strumento non funziona il cane resta insostituibile. Per essere un buon conduttore di cane da valanga devi avere un animale ben preparato e addestrato, e poi devi essere in grado di collaborare attivamente con le guide alpine, effettuare i necessari sondaggi, delimitare il raggio d’azione. Essere preparato e disponibile a collaborare con l’equipe medica di soccorso».

Inoltre oggigiorno lo sci si è talmente evoluto che si trovano sciatori in ogni dove e un soccorritore deve essere in grado di arrivare dove è necessario con il proprio cane in completa autonomia, perché non sempre l’elicottero può intervenire. Per fare tutto ciò è necessaria una grande motivazione personale, unita a una disponibilità h24, con zaino e materiale sempre pronto e il cane operativo entro pochi minuti.

«I cani più adatti sono i pastori tedeschi, belgi o australiani – prosegue l’esperto -. Non conta la razza dell’animale, ma da valutare è la sua taglia, un cane non deve oltrepassare i 25-30 chili. Non deve essere troppo pesante altrimenti sfonda nella neve e non troppo piccolo se no avrà problemi a muoversi nella neve polverosa, o quando la neve è tanta o è molto dura. L’essere conduttore di cane da valanga non può essere un mestiere, ma è un compito fatto di passione, di volontariato e di amore per l’animale e per la montagna».

Il 1° agosto 1943 si parlò per la prima volta, in Svizzera, di cani da valanga. Era già entrato in vigore il regolamento d’esame della Società cinologica elvetica anche se è il 1943 l’anno di nascita ufficiale dei cani da valanga. A questo vanno aggiunte le numerose leggende relative ai cani San Bernardo dell’Ospizio del Gran San Bernardo. La realtà? Dalla metà del XVII secolo, all’Ospizio si tenevano dei cani da guardia che, assieme ai monaci del convento, cercavano quotidianamente coloro che si erano sperduti. Barry, il San Bernardo più famoso, avrebbe salvato dalla morte più di 40 persone. Da molti anni in Svizzera il numero dei decessi legati alle valanghe resta stabile, attorno ai 22-23 ogni anno.

Christian Varone, comandante della Polizia Cantonale del Vallese traccia il quadro a livello locale: «In media, negli ultimi cinque anni, le valanghe hanno ucciso nove persone mentre dieci sono stati i morti per incidente stradale. Le valanghe uccidono tanto quanto la strada. Le campagne di sensibilizzazione ai diversi pericoli non sono ancora sufficienti a fare abbassare le statistiche»

(Foto di copertina dal sito www.luganolife.it)

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