“Ho una cartuccia per te. Giuro che prima o poi ti ammazzo”. All’avvertimento seguirono i fatti, avvenuti fortunatamente con modalità diverse da quelle inizialmente prospettate, ma che ad ogni modo hanno portato a processo un 43enne di Marchirolo con l’accusa di minacce e danneggiamento seguito da incendio.
Quel giorno di marzo del 2019 l’odierno imputato si era presentato a casa di un concittadino – un trentacinquenne – per dargli una lezione. La famiglia di quell’uomo aveva parlato con le forze dell’ordine, denunciando un amico del quarantatreenne che a quel punto avrebbe dovuto affrontare delle conseguenze.
Da qui l’inaspettata “visita” direttamente sotto casa, dove il trentacinquenne, tra insulti e frasi che annunciavano la prospettiva di prendersi una pistolettata, si guardò bene dal scendere in strada. L’altro a quel punto si accanì sul veicolo dell’uomo, parcheggiato nei pressi dell’abitazione, pur di dare un seguito ai suoi propositi di giustizia fai da te.
Svuotò sul mezzo il contenuto di una tanica in plastica che si era portato appresso: liquido infiammabile. Fu un vicino a domare l’incendio, intervenendo con un estintore.
L’epilogo della vicenda dal punto di vista processuale è stato delineato nel corso dell’ultima udienza presso il tribunale di Varese, dove il giudice ha accolto la richiesta di messa alla prova presentata dall’avvocato Andrea Pellicini, difensore dell’imputato. Il 43enne, chiamato a corrispondere una somma di 750 euro alla persona offesa, come risarcimento per i danni provocati alla sua macchina, dovrà svolgere 120 ore di lavori di pubblica utilità presso un Comune del Varesotto. Se lo farà attenendosi a tutte le prescrizioni, il suo reato verrà estinto.
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