“Poesia che si fa respiro”, è questa la breve didascalia a corredo del titolo della raccolta di poesie La fatica della boccia, dell’autrice cugliatese Patrizia Fasulo.
Edito da EMIA edizioni, il volume pubblicato lo scorso novembre è l’opera prima di una scrittrice che, oltre a questo, è anche tanto altro. È davvero un “vulcano”, Patrizia Fasulo, di creatività e non solo: insegnante di musica alla scuola secondaria di Marchirolo, dove dirige anche il coro polifonico San Martino, suona e insegna corno nella banda comunale e riveste anche il ruolo di assessore all’Istruzione ed Educazione Civica, è anche impegnata nell’ambito sociale (segue insieme al marito alcune adozioni a distanza in Sud Sudan e Uganda) e appassionata di arte e attività manuali.
“Attraverso la poesia è come se riuscissi a respirare meglio. Per me la poesia è vita, è sentimento. – racconta la 58enne presentando il suo lavoro durante una diretta social della casa editrice – Il momento in cui scrivo è quasi magico, un momento di introspezione e liberazione nello stesso tempo”. E il flusso dei versi composti da Fasulo in questi ultimi anni sono proprio l’espressione di ciò che lei stessa è, dei suoi lati più o meno nascosti: “Di vero c’è tutto, nelle mie poesie. Le ho scritte per me stessa, in momenti in cui avevo bisogno di capirmi, di esprimermi. Mi rappresentano in tutto e per tutto”.
E questo titolo così particolare? La boccia, spiega l’autrice, “è un po’ la metafora della mia vita: sui campi di bocce ho conosciuto mio marito e ho voluto dedicare questo libro anche a lui. In questa metafora lui è il ‘pallino’ a cui per avvicinarsi, per stargli sempre vicino, si fa una gran fatica. Ho immaginato la fatica di tutte le ‘bocce’, delle persone alla ricerca di avvicinarsi, di essere presenti”.
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