Venerdì 3 dicembre cadeva la Giornata internazionale delle persone con disabilità e il Judo Bu-Sen Luino ha vissuto questa ricorrenza con un incontro quasi a sorpresa, organizzato in pochi giorni grazie a Cristina Dedè, con Roberto Lachin, atleta della nazionale di judo, cintura nera paralimpica e due volte bronzo ai campionati italiani salito sul tatami per fare da maestro ai ragazzi del team luinese.
Lachin – come racconta il maestro del Bu-Sen Leo Marano – vive a Mestre e lavora come centralinista al Casinò di Venezia, è cieco, viaggia da solo con il suo cane e “la sua vita è una storia”. È nato a Padova il 26 ottobre 1979 e a 9 anni gli è stata diagnosticata una retinite pigmentosa che lo ha portato alla completa perdita della vista nel 2004. Un’infanzia difficile la sua, durante la quale spesso rimaneva a casa per paura di farsi male e non solo, con gli amici che si allontanavano e lo escludevano. Nonostante l’aggravarsi della malattia, costretto a imparare nuove metodologie di studio, si è laureato in Lingue e Civiltà Orientali con specializzazione in Letteratura Giapponese. La sua passione lo spinge ad ascoltare in media 50 audio-libri all’anno. Dopo l’università, Lachin si è sposato e ha avuto un figlio e un giorno, proprio mentre accompagnava il bambino alla sua prima lezione di karate a Mestre, dopo aver dato il comando al suo cane guida per la toilette, si è imbattuto in un istruttore di judo del luogo che lo ha invitato a fare una prova. Da quel giorno si è innamorato della disciplina al punto da decidere di allenarsi come agonista per poter gareggiare e, una volta vinta la sua prima competizione, non si è più fermato.
Rifiutato in tutti gli altri sport, attraverso il judo, l’atleta veneto si è posto l’obiettivo di stimolare tutti con il suo esempio, grazie anche al suo “MOTTO podcast”, una trasmissione podcast – per l’appunto – nella quale intervista persone non vedenti provenienti da tutti i paesi del mondo e che ha riscosso molto successo grazie alla diversità degli argomenti trattati e alla professionalità delle persone coinvolte.
Sul tatami luinese i ragazzi del judo Bu-Sen, bendati, hanno svolto insieme a lui un allenamento di un’ora e mezza, muovendosi ed eseguendo gli esercizi attraverso la percezione della voce e dei rumori. In questa bella serata Roberto Lachin è stato supportato dalla luinese Elena Travaini, ballerina professionista ipovedente e ideatrice, insieme al marito, del metodo Blindly dancing: “È l’amicizia con Roberto, conosciuto più di un anno fa,che ci ha permesso di organizzare un allenamento speciale – commenta il maestro Marano – E a queste due belle persone naturalmente si aggiunge Andrea Gozzi, cintura nera con sindrome di Down e ‘coccolone’ del Bu-Sen Luino da più di vent’anni. Impariamo da loro! E grazie a tutti e tre”.
In conclusione, il maestro fa un piccolo accenno ai campionati italiani Esordienti svoltisi il 13 e 14 novembre scorsi, ai quali hanno preso parte Sara Stivoni e Nicola Destefano: “È giusto ricordare che non sempre si può vincere, Nicola ha vinto solo un incontro e Sara è uscita al primo. Non sono stati recuperati, ma entrambi hanno dato il massimo e sono stati competitivi. Resta una bella esperienza per crescere”.
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