Se si parla di rapporto fra utenti della strada, specialmente se si tratta di automobilisti e ciclisti – nonostante sempre più persone scelgano di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto, non solo per divertimento o allenamento – il tema risulta tuttora molto divisivo nell’opinione pubblica. Quando non sfocia, addirittura, in veri e propri atti di violenza stradale che possono diventare molto pericolosi.
Un evento di questo tipo è accaduto in Valcuvia quando – come riporta il quotidiano locale La Prealpina – un 41enne di Mesenzana, alla guida di un’auto, ha deliberatamente stretto un uomo in bici verso il ciglio della strada. Il ciclista è riuscito a rimanere in sella, ma ha potuto riconoscere nell’automobilista la stessa persona che aveva compiuto lo stesso gesto circa due anni prima. Gesto in seguito al quale lo aveva addirittura picchiato.
Una scena che si è ripetuta quasi uguale dopo il secondo tentativo di provocarne la caduta buttandolo fuori strada, nell’agosto 2018, quando il ciclista ha seguito l’automobilista lungo la SS394 e lo ha raggiunto. Con la discussione che stava nuovamente sfociando in un altro scontro fisico, – a quanto si apprende da Prealpina – lo sportivo ha provato a scappare, ma una gamba incastrata nel telaio della bici lo ha ostacolato e il 41enne lo ha spinto a terra colpendolo, così, ancora una volta e provocandogli lesioni con una prognosi superiore ai 40 giorni.
Ora il mesenzanese si trova a processo, accusato di lesioni personali: davanti al giudice Rossana Basile questi ha ammesso il primo pestaggio, ma ha negato l’intenzione di voler aggredire ancora una volta il ciclista nel loro secondo incontro lungo le strade dell’alto Varesotto. Nella prossima udienza al tribunale di Varese sarà il giudice a stabilire chi dei due uomini coinvolti dice il vero.
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