Camminare per 37 giorni consecutivi sui Pirenei, un totale di 900 chilometri con una stima di un dislivello di 40mila metri, sfidando il caldo, il freddo e, soprattutto, la fatica. È stata questa l’avventura a piedi che hanno portato a termine tre giovani del territorio, Gabriele Brambini, Samuele Omati e Gabriele Tarallo, partendo lo scorso 3 agosto dalla cittadina francese sul Mar Mediterraneo, Banyuls-sur-Mer, e arrivando un mese dopo, l’8 settembre, a Hendaye, altro paese francese ma sull’Oceano Atlantico.
L’obiettivo dei tre ragazzi era quello di attraversare l’intera catena montuosa da Est e Ovest, per raggiungere dal Mar Mediterraneo l’Oceano Atlantico. Dopo aver viaggiato tutto il giorno in treno, il 2 agosto, i giovani, legati anche al CAI Giovani di Luino, si sono messi a camminare partendo dal Mediterraneo.
25/30 chilometri al giorno, con una media di 8 ore di cammino quotidiano. Sveglia all’alba, pausa pranzo per spezzare la giornata e riposare nelle ore più calde, e poi ripartire. “Non sempre, però, affrontavamo così le giornate – commentano i tre sportivi -, variavamo il programma anche in base alle condizioni meteo”.
L’idea di affrontare questo viaggio così è arrivato ispirandosi da Franco Micheli, un autore che da ragazzo negli anni ’80 aveva deciso di mettersi in cammino e vivere una simile esperienza. “In alcuni libri ha raccontato di questi viaggi e ne siamo stati attratti tantissimo – commentano ancora -. Non avevamo la tenda, ma solo sacco a pelo e materassini, caratteristici di questa tipologia di avventura. Abbiamo avuto la fortuna di trovare le pioggia solo quattro giorni, ma fortunatamente ci siamo sempre riparati in ricoveri di fortuna come una fermata di un autobus, qualche bivacco e una volta sotto una tettoia. Però abbiamo dormito sempre fuori”.
Al contrario, la fatica si è sentita durante le ore di cammino, sopratutto in Spagna, dove i giovani hanno trovato un clima secco e torrido. “La prima settimana – spiegano -, abbiamo sofferto e patito il caldo sul versante spagnolo, in Francia invece era molto più umido, con una vegetazione totalmente diversa. Questo però non ci ha fermato, eravamo autosufficienti e abbiamo fatto la spesa in paesini che incontravamo lungo la strada. A pranzo mangiavamo soprattutto alimenti freddi come formaggi e panini, mentre di sera cucinavamo qualcosa con i fornelletti, zuppe, pasta o risotti già pronti”.
Ora sono tornati e non vedono l’ora di raccontare alla comunità luinese l’esperienza che hanno portato a termine. “È stata un’avventura straordinaria, non eravamo sicurissimi di farcela. Siamo partiti con tantissimi dubbi. Arrivati al 20esimo giorno, però, eravamo a metà strada. È stato molto difficile, soprattutto a livello emotivo, ma ce l’abbiamo fatta”. Uno dei ragazzi, Samuele, illustratore di mestiere, ogni giorno dipingeva un quaderno. “Vogliamo organizzare una serata, magari a Luino, dove poter raccontare a tutti quello che abbiamo vissuto”.
© Riproduzione riservata






