Maccagno con Pino e Veddasca | 22 Ottobre 2021

Al via la prima “Rassegna teatrale d’autunno” all’Auditorium di Maccagno

Ideata dalla Pro loco, vedrà quattro spettacoli in programma dedicati ognuno a una donna, sul fil rouge dell’amore e della musica. Ecco tutto il programma

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Quattro spettacoli con quattro donne saranno i protagonisti della prima “Rassegna teatrale d’autunno” in programma all’Auditorium di Maccagno con Pino e Veddasca, che si colloca all’interno del progetto “Maccagno tra borghi e lago” patrocinato del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca e finanziato anche grazie a un contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

La rassegna si inserisce nel contesto delle iniziative della Pro Loco Maccagno Lago Maggiore per promuovere la cultura e la socialità su un territorio che si estende tra la Val Veddasca e il lago Maggiore.

Dopo il “Veddasca Sound Festival” della scorsa estate e la rievocazione storica “Maccagno Imperiale” di poche settimane fa, ecco dunque un altro appuntamento che mette al centro uno dei linguaggi più antichi e allo stesso tempo più attuali: il teatro. E lo fa con quattro storie di donne che, nelle loro diverse vicissitudini, delineano la sensibilità femminile ed esaltano i principi fondamentali della libertà e dell’amore.

Il filo conduttore degli spettacoli sarà la musica, mentre il tema principale, l’amore, sarà affrontato con diversi sguardi, celebrando la donna che porta, difende e custodisce questo sentimento, nella trilogia di teatro-opera del Teatro Blu capitanata dall’attrice e regista Silvia Priori.

A chiudere la rassegna sarà lo spettacolo prodotto da Coopuf Teatro e Teatro In Drao, in cui si parte dalla vicenda di Mia Martini, famosa cantante degli anni ‘80/’90 per dare risalto all’importanza delle parole e a come queste, legate al pregiudizio, possano incidere sulla vita degli altri.

“Quattro spettacoli e quattro donne che rappresentano l’avvio di una sfida per portare un altro linguaggio artistico all’Auditorium di Maccagno, già sede di molti eventi”, afferma Michele Todisco, presidente della Pro Loco di Maccagno. “Ci auguriamo – aggiunge – che questa prima iniziativa possa essere generatrice di una programmazione teatrale costante e continua e che possa diventare stimolo per la realizzazione di un progetto ancora più ambizioso: la costituzione di una compagnia teatrale che riprenda la tradizione filodrammatica che negli anni passati era veicolo di diffusione del teatro e di socialità e occasione di incontro della comunità maccagnese”.

Di seguito il programma dettagliato della rassegna che inizierà domani, sabato 23 ottobre.

Sabato 23 ottobre, ore 21.00: Butterfly

Da uno studio su “Madame Butterfly” di David Belasco, con Silvia Priori (attrice) e Kaoru Saito (soprano), regia di Ida Kuniaki e produzione Teatro Blu.

Racconta la vicenda intima di Butterfly, la sua carica emotiva, la sua purezza e la sua instancabile attesa in un’atmosfera esotica. La sua solitudine è l’alcova per sognare il desiderato incontro con il suo amato, una Penelope orientale che tesse le trame di un amore infinito, fedele, devoto e che va oltre se stessa. Cio-Cio-San, si veste di speranza e aspetta. Aspetta il ritorno del suo amato. È capace di aspettare e la sua attesa è intrisa di gioia, di ingenue aspettative, di sogni a colori, di incontri che mai avverranno, di abbracci e di desideri.

Questa Butterfly è la celebrazione della speranza sul confine fra realtà e illusione e dell’affetto materno fino a giungere all’autoeliminazione per la felicità altrui. Il suo ritmo è la lentezza con cui ogni momento della giornata, ogni pensiero, ogni turbamento, è dilatato come attraverso una lente d’ingrandimento, diventando un evento di straordinario rilievo e importanza, come le cose, le piccole cose che accompagnano la quotidiana vicenda della donna: una cintura, un piccolo fermaglio, un ventaglio, la lama con cui il padre si è suicidato, l’obi che vestì da sposa.

Sabato 6 novembre, ore 21.00: Traviata

Da uno studio su “La Signora delle Camelie” di Alexandre Dumas, con Silvia Priori (attrice) e Kaoru Saito (soprano), testo e regia di Silvia Priori e Roberto Gerboles e produzione Teatro Blu.

La pièce racconta la storia d’amore fra un giovane di onorata famiglia e una cortigiana di dubbi costumi. I pregiudizi sociali divideranno i due amanti, riuniti dalla verità e dall’amore qualche minuto prima della morte di Violetta. Due sono i cardini del dramma: amore e morte e intorno a questi s’aggira l’ispirazione del musicista che forse non salì mai tanto in alto nell’esprimere il dolore.

Violetta Valéry giovane cortigiana parigina, per amore di Alfredo decide di cambiare vita, di abbandonare Parigi, i suoi lussi e le sue trasgressioni, e di trasferirsi in campagna. Lì i due innamorati vivono felici, ma un giorno arriva il padre di Alfredo, Germont. Egli chiede a Violetta di lasciare Alfredo per sempre perché la loro convivenza disdicevole rischia di far saltare il matrimonio dell’altra sua figlia, la sorella di Alfredo. Violetta cerca di opporsi, ma alla fine, convinta da Germont, scrive una lettera di addio ad Alfredo, spiegandogli che ha nostalgia di Parigi e della sua vita di prima. Alfredo, sconvolto dalla rabbia e dalla delusione, la raggiunge e la offende pubblicamente gettandole del denaro ai piedi. Violetta, malata di tisi, è ormai in fin di vita quando Alfredo, venuto a sapere la verità, va a chiederle perdono. Dopo averlo rivisto per l’ultima volta, Violetta si spegne.

Sabato 13 novembre, ore 21.00: Carmen

Da uno studio su “Carmen” di Prosper Merimé, con Silvia Priori (attrice), Maria Rosaria Mottola (ballerina flamenco) ed Etania Pacilio (mezzosoprano) e regia Ida Kuniaki.

La storia di Carmen è la storia di un femminicidio più che mai attuale che tocca tragicamente i cuori di tutti noi. Carmen rompe con ogni schema culturale e sociale, è una donna che, fedele al suo sentire, rincorre la libertà a ogni costo con estremo coraggio, sprezzante del pericolo e conservando fino alla fine dignità e fierezza. In Carmen si possono intravvedere tante donne di oggi che combattono per la loro dignità e libertà e che troppo spesso sono vittime di barbarie.

Carmen è un amore gitano che nasce, cresce e muore in cuori ardenti e impetuosi e che tocca i vertici più alti della drammaticità in un mondo fatto di zingari, di osti e di contrabbandieri. Carmen è un personaggio possibile, non è uno stereotipo di donna, ma una persona conscia della propria sensualità traboccante e della propria personalità e sarà la prima donna protagonista che dirà al pubblico “Carmen libera è nata, e libera morrà”.

Sabato 27 novembre, ore 21.00: Semplicemente Mia

Liberamente ispirato alla biografia Mi chiamo… di Aldo Nove, con Clarissa Pari (attrice) e Denise Misseri (piano e voce) e regia di Michele Todisco.

Raccontare Mia Martini significa riportare alla memoria una grande artista e cantante e raccontare come si può distruggere una carriera e una vita con il pregiudizio e la superstizione. Un talento schiacciato da una delle più infamanti colpe che si possono attribuire a una persona: la iettatrice, colei che porta male.

Con un linguaggio diretto e poetico si crea una visione di un mondo interiore fragile e sensibile, immerso in un ambiente artistico inquinato da pregiudizi, gelosie, invidie. Si racconta dell’infanzia della cantante, del rapporto col padre, delle sue passioni, del suo percorso artistico, delle sue paure e dell’impossibilità di poter uscire da quel vortice di pregiudizi che l’ha portata all’estremo gesto.

La scena è concepita su tre piani, ognuno con un livello diverso di lettura. Il primo livello è il letto, il posto dove è stata ritrovata il 12 maggio 1995 mentre lavorava alla sua nuova canzone. Un luogo che non è solo alcova, ma anche posto in cui lavorare, esorcizzare le paure, riflettere. È il luogo della sua condizione estrema, ormai in preda alla disperata depressione che la porterà alla morte.

Il secondo è quello del ricordo di una vita fatta di sogni di bimba e di quotidiana ricerca di semplicità. Il terzo è il palco, il sogno realizzato, il cielo toccato con il dito del successo della sua arte vocale. Da lì guarda l’invidia e la superstizione dei suoi colleghi e detrattori ed è lì che la sua voce diventa luce.

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