Brezzo di Bedero | 17 Ottobre 2021

Bocce, a Brezzo di Bedero una “lezione universitaria” al Trofeo Donà

Tanto pubblico presente al bocciodromo del paese, tra sfide sentite e combattute fino all’ultima bocciata. Il racconto di Roberto Bramani Araldi

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(a cura di Roberto Bramani Araldi) Silenzio, entra il docente. Nell’aula a scalea si assiepano gli studenti, attenti a non lasciarsi sfuggire neppure un sospiro dell’imminente esibizione, poi … lento e contegnoso entra il decano, consapevole che tutti sono lì per lui, per apprendere, per ampliare le loro conoscenze.

Indossata la toga e il tocco, volge uno sguardo acuto intorno e la lezione abbia inizio!

Aula? Campo di bocce? Nessuna differenza. Ma chi è il professore? Ma può essere solo lui, l’Osvaldo Bolloli, l’inossidabile atleta ormai quasi novantaseienne della Bederese che, nell’eliminatoria della 17a edizione del Trofeo Cesare ed Emilia Donà, si appresta a fornire l’inatteso, ma consueto spettacolo di scienza boccistica. Vince un primo incontro lasciando solo le briciole all’avversario e, nel secondo, probabilmente decisivo per l’entrata nei magnifici sette della finale del giorno successivo, comincia a sciorinare una serie di prodezze che lasciano l’allievo di fronte sbalordito. Pallino al centro: bocce a pochi centimetri; pallino ai lati: bocce ad esse abbracciate; pallino a fondo campo: la musica non cambia. In un attimo 8-0. Solo che quando s’insegna bisogna anche attendersi che il discepolo impari e possa diventare, se non migliore, almeno di pari livello e in questo caso la metamorfosi avviene improvvisa.

Gaetano Pola del Basso Verbano dimostra di saper acquisire e se prima le sue bocce sembravano colpite da timore reverenziale, di colpo diventano teleguidate, colpiscono spietate e, complice qualche intervento della buona sorte, rimonta, rimonta fino al 9-9. E qui si verifica il fattaccio. Il Bolloli piazza una bellissima boccia appena “fuori bersaglio” quasi a fondo campo, il Pola non riesce a sottrargli il punto se non con l’ultima in suo possesso: i giochi sembrano fatti. Volete che il professore sbagli la bocciata, anche se a notevole distanza? Non la sbaglia, naturalmente, ma la sorte interviene maligna trascinando il boccino vicino a due sfere avversarie: così alfine il Pola lo elimina e approda, poi, in finale dove troverà la compagnia di ben tre alfieri della bocciofila locale.

Lo scenario è superbo, molto pubblico, appassionato ed esperto, con una significativa componente femminile e la consistente presenza delle Autorità: dal Consigliere Regionale Guido Bianchi, accompagnato dall’ex-regionale Gianpiero Martinoli, al neo-eletto Sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini a sua volta affiancato dal vice-sindaco Alfredo Michea, dall’Assessore Davide Boscaro e dal Consigliere Giuseppe Di Rocco – qualcuno chiede di essere pizzicato, perché pensa di essere precipitato nei sogni del dormiveglia -.

Il livello è elevato, c’è l’agguerrito Emilio Montelli, tesserato anche per la Sondriese, ma della Federazione svizzera, che approda in finale per affrontare l’idolo di casa Massimo Moschini, uscito indenne da una rocambolesca semifinale con Daniele Basso della Cuviese, che viene rimontato da 11-5 in suo favore.

Tutti gli incontri spettacolari, costellati da convinti applausi degli spettatori: indimenticabile una bocciata di volo del Moschini staccata da distanza siderale – circa 20 metri -, ove la sua boccia – sembrava teleguidata – va a colpire quella avversaria immersa in una platea di altre bocce, senza spostarne nessuna, salvo quella dichiarata – in questo caso applausi scroscianti -. Così trionfa proprio Moschini per la gioia non solo dei dirigenti della Bederese, ma anche dei molti amici convenuti per sostenerlo.

Non c’è il professore in campo, ma la sua impareggiabile lezione nell’Aula Magna dell’Università delle bocce ha donato momenti di rara commozione, che rimarranno impressi a lungo nelle contrade sportive dell’avvenente, seducente, ammaliante sponda lombarda del Lago Maggiore.

A Brescia si è conclusa l’avventura dei varesini della F.lli d’Italia nel campionato societario di prima categoria, che, pur vincenti per 5-3, lasciano le residue speranze per accedere alle finali di Bergamo, alle quali si qualificano i bresciani della Arcos. Aver perso la gara d’andata per 6-2 è stato decisivo e la rimonta rappresentava il fatidico ottomila metri da scalare.

Non ci sono riusciti, hanno sfiorato la grande impresa: encomiabili ugualmente!

PILLOLE DI BOCCE

15 ottobre – Bedero – finale regionale serale individuale BCD

– Moschini Massimo – Bederese (VA)
– Montelli Emilio – Sondriese (SO)
– Lanfrancolli – Albate (CO)
– Basso Daniele – Cuviese (VA)

16 ottobre – Brescia – playoff campionato prima categoria – ritorno

Arcos (BS) – F.lli Italia (VA)  3-5 – Arcos alle finali di Bergamo

18 ottobre – Luino – Crevese – inizio regionale serale individuale ABCD

22 ottobre – Daverio – finale regionale serale individuale ABCD

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