Luino | 10 Ottobre 2021

Luino, lavoro e Green pass: “Legge ingiusta e discriminatoria, serve amministrazione illuminata”

L'intervento di Furio Artoni in consiglio, ma il sindaco Bianchi e la segretaria comunale rispondono: "Le norme devono prevalere, no assenteismo e anarchia"

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La prossima settimana, dal 15 ottobre, tutti i lavoratori, compresi quelli statali, saranno obbligati ad avere il Green Pass per rientrare in servizio, quando si troverà in ufficio, anche se fuori servizio o per motivi personali.

A renderlo noto, negli scorsi giorni, è stato un articolo del Messaggero, che ha anticipato la bozza delle linee guida definiti dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, e quello della Salute, Roberto Speranza.

In nessun modo, inoltre, sarà consentito lavorare in smart working alle persone che non hanno ancora ottenuto il certificato verde, cosa non richiesta agli utenti che invece si recheranno negli uffici pubblici per i vari servizi.

E questo tema è stato oggetto di discussione e dibattito anche in consiglio comunale, dopo l’intervento da parte del capogruppo di minoranza (“Azione civica per Luino e frazioni”), Furio Artoni: “Si tratta di una legge che ritengo incostituzionale e obbliga a fare ciò che dovrebbe essere volontario: mette i lavoratori, tra cui i dipendenti del Comune, in una situazione di disagio e difficoltà. Servirebbe una amministrazione ‘illuminata’ per gestire una legge ingiusta senza discriminazioni”.

Se il vaccino è volontario non può diventare obbligatorio per legge – continua il consigliere -. Anche qui in Comune ci sono dipendenti che per ragioni di salute non possono avere il Green pass e vanno tutelate. Oggi la legge non prevede adeguati esoneri. Chiedo formalmente al responsabile dei dipendenti di adottare una gestione illuminata del Green Pass che così come è stato concepito non prevede la tutela del posto di lavoro”.

A replicare, in sede consiliare, è stato direttamente il sindaco Enrico Bianchi: “Ho opinioni diverse da quelle di Artoni, ma questo non significa che non abbia parlato con chi all’interno della struttura ha volontà e pensieri diversi dai miei. Le disposizioni non ci permettono grandi spazi di manovra senza trasgredire le rigide norme che ci sono state imposte. La situazione va chiarita, ci stiamo confrontando anche con le altre amministrazioni per affrontare la problematica che qui in Comune potrebbe coinvolgere anche servizi assolutamente indispensabili per la popolazione”.

Dello stesso avviso anche la segretaria comunale, la dottoressa Carla Amato. “Al momento c’è un clima sereno di collaborazione tra dipendenti, noi non possiamo andare contro le leggi. Non abbiamo competenze in questo senso per stabilire cosa è giusto e cosa è ingiusto e allo stesso modo non possiamo incentivare l’assenteismo o l’anarchia. Le norme devono prevalere, a maggior ragione adesso che abbiamo anche il rientro obbligatorio in sede di tutti i lavoratori”.

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