Brenta | 30 Settembre 2021

Elezioni, rappresentanti di zona e laboratori per i giovani fra le proposte de “La nuova Brenta”

La lista che vede come candidato sindaco Daniele Cervello espone due progetti alla cittadinanza. “Apriamo anche a una collaborazione tra Comuni”

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Nominare dei “rappresentanti di zona” per le diverse aree del paese e sostenere le giovani generazioni proponendo loro la partecipazione a laboratori che possano recuperare e ricostruire “i mestieri”: sono questi due degli obiettivi che Daniele Cervello, candidato sindaco con la lista “La nuova Brenta”, vuole presentare agli elettori in vista delle ormai prossime amministrative del 3 e 4 ottobre.

“In questi giorni, – spiega Cervello – ho avuto il piacere di incontrare tante persone, famiglie. Tra questi alcuni, purtroppo, si sono definiti di ‘serie B’, da qui il nostro pensiero è stato di proporre un’ulteriore figura cittadina, ovvero per ogni rione e/o zona, con indicazioni delle famiglie che ci vivono, di nominare un ‘rappresentante di zona’. Una figura necessaria che avrà il compito di fare da portavoce con l’istituzione comunale, comunicando relativi problemi o soluzioni della propria area abitativa”.

Il secondo progetto è invece, per il capolista de “La nuova Brenta” che confida nella partecipazione e nella collaborazione degli artigiani e delle associazioni locali, “molto importante sia per la vita quotidiana che sociale per i nostri giovani”: “Negli ultimi tempi – spiega – i cosiddetti ‘mestieri’ stanno tornando di moda. Non che in realtà siano mai trapassati, perché dell’idraulico o dell’elettricista si è sempre avuta necessità e in ogni famiglia c’è il proprio professionista di fiducia. Tuttavia, nel passato di solito erano ‘arti e saper fare’ che si tramandavano un po’ di padre in figlio, o che comunque si imparavano fin da piccoli grazie all’aiuto di qualche conoscente o parente già ben avviato alla professione, che necessitava magari di un apprendista”.

L’idea proposta da Cervello e dal suo gruppo ha dunque lo scopo di “recuperare, ricostruire e valorizzare un tessuto produttivo minore che è stato alla base della ricostruzione del dopoguerra e trova le sue radici nella vocazione e necessità delle piccole comunità di avere e poter disporre di conoscenze e capacità di lavorazione e produzione di articoli e oggetti di uso quotidiano”.

“In una parola – aggiunge – lo scopo del progetto è ricostruire il ‘mestiere’. In Italia, nelle città grandi, medie e piccole, nei centri minori abbiamo visto scomparire tutte quelle figure, dal falegname al fabbro dal calzolaio al muratore, dall’orafo al sarto, che hanno rappresentato, in un epoca relativamente recente, la vitalità e la possibilità di futuro sociale ed economico delle comunità. Riteniamo che sia necessario pensare agli adolescenti, spesso si vedono a gruppetti, con cellulari in mano o che chiacchierano del più e del meno, ed alcune volte anche solo per fare passare il tempo, soprattutto nei mesi estivi”.

E “ricostruire il mestiere” passerà attraverso laboratori che “dovranno essere ‘aperti’, di facile accesso (senza troppe pastoie burocratiche), cercando di garantire l’iniziativa anche per i paesi limitrofi e, perché no, anche una collaborazione tra Comuni. I canoni da rispettare, sia nelle grandi che nelle piccole opere, saranno la ricchezza artistica, il senso logico nella realizzazione, l’utilizzo razionale dei materiali, la praticità ed il confort”. Primo passaggio, in tal senso, sarà quello di individuare luoghi o stabili appartenenti al patrimonio comunale: “Confideremo anche in un aiuto di Regione Lombardia che ha istituito un assessorato agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni”.

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