Varese | 31 Agosto 2021

Il Varesotto e il paranormale

La nostra bella provincia di Varese è ricca di miti e leggende e usanze particolari. Ecco il racconto di qualcuno di questi

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Di motivi per visitare il Varesotto ce ne sono tantissimi:  il Sacro Monte, la buona cucina, ma anche gli splendidi hotel e casinò dove potresti approfittare per riposare e rilassarti tentando la sorte al casinò online svizzera, dove potrai trovare una vasta scelta tra giochi da casinò e slot, tutti da giocare da browser e tramite l’app dedicata.

Negli ultimi anni, però, oltre al classico turismo, se ne è sviluppato uno molto particolare, quello legato al paranormale e al paganesimo, ed anche la nostra bella provincia di Varese è ricca di miti e leggende e usanze particolari.

Tra miti, usanze e leggende

La strega Giöbia

Non solo nel Varesotto, bensì In tutta la Lombardia si costruiscono in ogni città fantocci a forma di donna, la strega Giöbia appunto, e, l’ultimo giovedì di gennaio, si bruciano in un grande falò come buon auspicio.

Una tradizione legata a questa storia, ancora molto sentita, è quella riguarda la cena di questa giornata. La sera del quarto giovedì di gennaio, infatti, è d’obbligo mangiare risotto allo zafferano con luganega.

Come dicevamo anche nell’introduzione, la cucina lombarda offre leccornie, e un piatto è migliore di quello precedente.

Il sasso del margunin

Questa leggenda locale ci porta ad Angera e ci racconta l’origine del sasso margunin. Questo sasso altro non sarebbe che un malvagio marchese che esigeva in sposa la figlia del signore che viveva sul castello della Rocca.

La giovane fanciulla, disperata, andava sempre a rifugiarsi sull’isolino di Partegora lì vicino. Un giorno, mentre piangeva per la sua sorte, una nuvola dorata scese dal cielo e ne uscì il bellissimo principe delle nuvole. I due si innamorarono subito.

Il giorno delle nozze però giunse, i due innamorati erano nascosti sull’isolino e quando Margolfo, questo era il nome del marchese, stava per prenderla, il principe con un lampo lo trasformò in sasso.

Il sasso affondò immediatamente e tutti gioirono pensando che i loro problemi sarebbero scomparsi insieme a lui. Purtroppo non fu così, infatti, anni dopo la zona fu colpita da una forte siccità, e mentre un pescatore attraversava il laghetto, per poco non si scontra con il sasso-marchese.

Gli girò intorno incuriosito perchè non ricordava quel sasso, ma temette il peggio quando vi lesse inciso: “quando mi vedrete piangerete”.

A tutt’oggi, quando il sass margunin riaffiora, la zona viene colpita da una fortissima siccità e a stento cresce l’erba.

Il fantasma del lago

Stavolta siamo a Gavirate, dove un giovane straniero decise di prendere in affitto casa a Voltorre. In poco tempo lo straniero e la figlia del padrone si innamorarono follemente.

Il padre non appoggiava questa relazione e cacciò subito di casa il giovane ma i due continuarono a vedersi di notte in un boschetto. Arrivò l’inverno, la giovane durante l’estate era rimasta incinta e non vedeva l’ora di dirlo al suo amato. Cercando di far presto decise di prendere una scorciatoia, ma mentre attraversa un laghetto, il ghiaccio si ruppe e lei affogò.

Scoperto l’accaduto, il giovane non sopportò il dolore e morì. Si dice che, ancora oggi, si aggiri sulle sponde di quel lago, sperando di ricongiungersi con la sua amata.

 

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