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Brezzo di Bedero | 30 Agosto 2021

Bocce, a Bedero in una notte di mezza estate dimorano i sogni

Venerdì presso il locale bocciodromo si è svolta la conclusione del settimo memorial "Giancarlo Gambato". Sul campo il dominio di Creva, fuori tanti emozionati ricordi

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(A cura di Roberto Bramani Araldi) La sera di venerdì 27 a Bedero si annunciava incerta, quasi esitante nella scelta: se lasciare che l’imbrunire venisse accentuato dal lento progredire delle nubi dalla conca di Baveno, sino a occupare il cielo sopra il lago, oppure permettere che qualche refolo di vento, improvvisamente ingargliaditosi, potesse rinnovare spazi celesti nei quali far alloggiare gli astri, come sempre desiderosi di pavoneggiarsi e di farsi ammirare.

C’era il margine, ma soprattutto l’atmosfera, per consentire ai sogni di librarsi come nel “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, senza Oberon il re delle fate e Puck il folletto sventato, senza gli intrecci amorosi, di certo, ma con la possibilità di lasciar confondere la fantasia con la realtà, in una commistione magica ove ogni cosa potesse essere contemporaneamente eterea e concreta.

Perché proprio a Bedero doveva aver luogo questo incantesimo? Perché lì, nel locale bocciodromo, stava iniziando la rappresentazione, non della commedia del grande drammaturgo inglese, bensì della conclusione del 7° Memorial Giancarlo Gambato, gara individuale libera, con formula a terzine, voluta e organizzata dagli amici di Giancarlo, i quali, puntuali ogni anno, in agosto, vogliono ricordare la figura di un personaggio innamorato dello sport delle bocce, naturalmente con il supporto della figlia Federica, che non manca mai di guidare, di condurre nel piacevole labirinto del ricordo, capace di continuare a mantenere viva e brillante l’immagine del padre.

Non sarebbe percorribile far calare l’oblio sulle cose semplici, ma pregnanti, che hanno intrecciato la sua vita sportiva con gli AMICI, a lettere maiuscole come si conviene con i genuini compagni delle proprie avventure; ti ricordi – cita uno – “quando brontolavi con tenacia perché non t’iscrivevano per tempo alle gare fuori zona, addirittura in regioni diverse dalla Lombardia? Come ti arrabbiavi, ti tremavano, persino i baffi!” “Eh, già, forse qualcuno si dimentica come ti guardavi intorno allorché eseguivi una grande bocciata, come a dire che eri davvero in gamba” dice un altro. E un terzo: “E quando hai ottenuto, proprio qui a Bedero, il secondo posto alla gara nazionale di categoria A,B, sembravi quasi non toccare più terra tanto eri contento!” “Ma no, non era così come la raccontate, amavo le bocce, mi piaceva competere, era naturale prendersela o esultare, faceva parte del gioco, perbacco!” – risponde lui.

“Ma non ti ricordi Giancarlo dell’armadietto numero quattro, che volevi ad ogni costo, perché era stato il tuo e ti avrebbe portato fortuna, e del tabellone magnetico? Guarda che è sempre lì in bella vista con il tuo nome in grande che luccica come il primo giorno …”

Le frasi, le allusioni si rincorrono, sembra di udirle le parole, anzi forse si odono davvero. Federica, assessore del Comune di Castelveccana, ti nomina con dolcezza, il sindaco di Porto Valtravaglia Colombaroli ci mette un po’ di simpatica retorica e gli otto finalisti, dopo aver colloquiato con te, ora si danno battaglia come avresti fatto tu – o forse lo stai attuando in prima persona veramente -: non sono in divisa, ma giocano ugualmente bene, il Bardelli spara alcuni voli siderali da circa venti metri, colpendo bocce nascoste, quasi impossibili, non dico da colpire, ma addirittura da vedere, e il Tartaglia Fernando, dopo aver vinto la sfida in famiglia con il fratello Mario, va a cogliere il successo, confermando alfine il predominio dei giocatori di Creva che hanno portato tre esponenti in finale.

Appare tutto sfumato, la percezione della tua presenza è praticamente tangibile, fuori l’ambiente è ancora più imperscrutabile, le nubi hanno trionfato e sembra che, lasciando trapelare barlumi di luce, ammicchino con l’intenzione dubbia di lasciar cadere qualche goccia di pioggia forse per completare una minuscola volontà di partecipare alla commozione del gruppo.

“Sai, Giancarlo, Federica ha messo in palio le tue preziosissime bocce per i più promettenti allievi della “Pilae primaria schola” che si spera possa riprendere – finalmente! – la sua attività: pensa quale fantastico passaggio di consegne! Da un veterano campione a un paio di promesse giovanissime che potrebbero miticamente far loro compire i medesimi funambolismi, di cui tu eri maestro”. Fuori qualche spruzzo di pioggia c’è davvero: “abbiamo sognato insieme a William Shakespeare, Giancarlo?”

Pillole di bocce.
29 agosto – Laveno – Eliminatoria nazionale Beach Bocce riservata a 16 coppie formate da un tesserato e da un non tesserato.
30 agosto – Basso Verbano Taino – Regionale Serale Individuale ABCD
05 settembre – Solbiatese – Regionale festiva individuale ABCD

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