Varesotto | 13 Agosto 2021

Covid, densità di popolazione e pendolarismo: ecco perché nel Varesotto i contagi sono di più

Sono questi, secondo i dirigenti di ATS, i possibili motivi della quantità di positivi al virus che, da ottobre, è maggiore rispetto alle altre province lombarde

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I dati quotidiani presentati da Regione Lombardia hanno sempre parlato chiaro: in provincia di Varese i positivi al Covid-19 sono più numerosi rispetto alle altre province (esclusa Milano). Una situazione che, fatte salve le oscillazioni periodiche, si protrae dall’ottobre scorso e che si sta ripetendo anche in questa ondata estiva e che solleva domande sul perché si stia verificando proprio qui.

Hanno provato a dare una risposta in merito i vertici di ATS Insubria, puntando il dito su tre fattori che hanno concorso a questo incremento che appare così “sproporzionato” se si vanno a guardare i dati degli altri territori.

Il primo di questi è “temporale”: nel momento in cui è cominciata la seconda ondata dell’epidemia, nel mese di ottobre, il Varesotto (ma anche il Comasco) partiva infatti con una suscettibilità maggiore rispetto alle altre zone della Lombardia, visto che la prima fase aveva colpito molto meno e ciò lo ha reso un terreno estremamente fertile per la diffusione del virus. Il secondo motivo con il quale giustificare l’elevata cifra di contagi risiede nella densità di popolazione: quella di Varese, infatti, è la quarta provincia più popolosa d’Italia e questo implica un maggiore contatto fra le persone rispetto a quello che può avvenire in aree con una concentrazione minore di abitanti. Terzo, il pendolarismo e il frontalierato: due fenomeni che, dando impulso agli spostamenti quotidiani dei lavoratori verso Milano e verso la Svizzera, specialmente a bordo dei mezzi pubblici, hanno anch’essi contribuito a diffondere il Covid-19 su tutto il territorio.

Dall’ATS ribadiscono ancora una volta quali sono le quattro misure necessarie a tenere sotto controllo questa epidemia, che dipendono da tutti: la vaccinazione, “che è la priorità”, perché chi è vaccinato è protetto dal decorso più grave dell’infezione; l’adozione dei corretti comportamenti da parte delle persone, con il rispetto del distanziamento, l’uso della mascherina e l’igiene; il rispetto disposizioni imposte dallo Stato; l’attività di contact tracing dei casi positivi.

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