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Varese | 26 Giugno 2021

Covid, ATS Insubria: più di 6mila i contagi nelle scuole. Ora occhi puntati sui centri estivi

Tra ottobre e giugno più di 139mila quarantene nei vari gradi d’istruzione, con i picchi in corrispondenza di seconda e terza ondata. Ecco tutti i dati forniti da ATS

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Con la conclusione dell’anno scolastico, ATS Insubria ha potuto tirare definitivamente le somme su quanto accaduto in tale ambito relativamente all’epidemia di Covid-19 su tutto il suo territorio di competenza, che comprende la provincia di Varese e una parte di quella di Como.

Fra il 19 ottobre 2020 e il 20 giugno di quest’anno, i dati raccolti tramite l’apposita piattaforma Emercovid mostrano un totale di 6.212 contagi avvenuti in ambiente scolastico, tra studenti e personale, mentre le quarantene complessive sono state più di 139mila, con una prevalenza nelle scuole primarie (54mila), che hanno subito in misura minore le chiusure imposte dallo Stato. Sono invece rispettivamente circa 32mila e 29mila i soggetti coinvolti nelle secondarie di primo e secondo grado e 24mila nelle scuole dell’infanzia e nei nidi.

Il periodo di picco massimo, come evidenzia anche la visualizzazione grafica presente in gallery, si è avuto nel mese di novembre, quando le quarantene fiduciarie nelle scuole primarie sono arrivate a superare quota 8mila e quelle delle secondarie, di primo e secondo grado, sono state circa 5mila. Dopo un periodo di calo nel mese di gennaio, verso la metà marzo si è toccato un nuovo picco in corrispondenza della terza ondata con circa 3-4mila persone in quarantena per ogni grado scolastico, a eccezione delle scuole dell’infanzia e degli asili nido, che si sono discostati dalla tendenza generale in entrambi i periodi di maggior diffusione del virus.

La quantità di persone in isolamento è risultata particolarmente elevata, ha spiegato la dottoressa Elena Tettamanzi, a causa delle disposizioni regionali che prevedevano il tracciamento dei contatti fino a 14 giorni. La minore influenza sulle fasce d’età dei più piccoli è stata dovuta, con tutta probabilità, al fatto che sia i contatti che le attività esterne siano stati molto più ridotti rispetto a quelli dei bambini più grandi.

In ogni caso, tutti questi dati raccolti dall’agenzia di tutela della salute serviranno per studiare le modalità di comportamento più adatte per la ripartenza di settembre, alla luce dello scenario epidemiologico verificatosi negli scorsi mesi, anche se con la campagna vaccinale massiva la speranza principale è quella di non veder verificarsi nuovamente una situazione come quella appena vissuta.

Al momento gli occhi sono comunque puntati sui tanti centri estivi attivati sul territorio, per i quali è stato predisposto un protocollo del tutto simile a quello scolastico, con l’uso del portale Emercovid per la sorveglianza sanitaria, l’individuazione di un referente Covid-19 per ciascun centro e la suddivisione dei ragazzi in “bolle” numeriche circoscritte.

Fino ad ora si è verificato un solo caso di contagio, in provincia di Varese, dove un educatore è risultato positivo in seguito a un tampone di controllo effettuato a causa della positività di un suo famigliare. Una trentina i ragazzi che sono stati posti in quarantena fiduciaria in seguito a questo episodio, dopo il quale non è in ogni caso emerso nessun altro caso ulteriore.

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