Sport | 23 Giugno 2021

Andrea Belotti – La storia del “Gallo”

Scopriamo nei prossimi paragrafi tutte le tappe più importanti della carriera dell’attaccante bergamasco, che oggi gioca in Nazionale

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(Foto Andrea Belotti Instagram) Quando segni con regolarità nelle categorie del calcio professionistico diventando oggetto di studio anche dei migliori bookmakers online, l’appellativo di “bomber di razza” è un must. Ecco, per definire Andrea Belotti, la parola bomber, nell’accezione calcistica del termine, è quella più azzeccata: dalla Lega Pro fino alla Serie A il “Gallo” ha sempre realizzato, marcando un goal anche al suo debutto tra i professionisti.

Se parliamo invece di “bomber” nell’accezione moderna e social di festaiolo ed amante della vita mondana, Andrea Belotti è quanto di più lontano ci possa essere da questa definizione. Un uomo “casa e chiesa” (a cui aggiungiamo anche campo) ed un profilo esemplare per tutti i ragazzi che del calcio vogliono fare il loro futuro.

Qual è la storia di Andrea Belotti e dell’esultanza che gli ha portato il soprannome di “Gallo”? Scopriamo nei prossimi paragrafi tutte le tappe più importanti della carriera dell’attaccante bergamasco.

Gli inizi all’Albinoleffe e l’esordio in Serie A con la maglia rosanero​​

La carriera di Belotti tra i professionisti inizia indossando la maglia dell’Albinoleffe, dopo aver militato per sei anni nelle giovanili del club lombardo. Inizialmente il giovane Andrea preferisce giocare in posizione più defilata, spaziando tra il centrocampo e le fasce, ma proprio all’Albinoleffe intuiscono il suo potenziale, grazie anche ad un fisico prorompente ed un’ottima accelerazione, spostandolo come punta centrale.

Andrea Belotti debutta con la maglia della prima squadra il 10 marzo 2012 subentrando nel secondo tempo contro il Livorno. In quel match Belotti segna subito la sua prima rete, dimostrando non solo all’allenatore ed ai tifosi, ma anche agli addetti ai lavori che già da un po’ lo seguivano, di che pasta fosse fatto. Il suo primo anno tra i professionisti si conclude con 8 presenze e 2 reti, che non possono evitare tuttavia la retrocessione della squadra in Lega Pro prima divisione.

Proprio in Lega Pro, Belotti gioca la sua ultima stagione con la maglia dell’Albinoleffe, segnando anche 12 reti, diventando il miglior calciatore di quell’annata per il club bergamasco. Grazie alla sue performances convincenti, il Palermo riesce a prenderlo in prestito oneroso per 500mila Euro, portandolo in rosanero nella stagione 2013.

La verve realizzativa di Belotti continua, con l’attaccante protagonista della promozione in Serie A dei Rosanero con cinque turni d’anticipo; Belotti nella stagione 2013/2014 realizza 10 reti.

Il debutto in Serie A, proprio con il Palermo, che nel mentre aveva acquistato metà del cartellino con l’opzione per il riscatto della seconda metà, avviene il 31 agosto 2014, subentrando a Paulo Dybala nel secondo tempo contro la Sampdoria. Per Napoli-Palermo, poche settimane dopo, Belotti viene schierato dal primo minuto e ripaga la fiducia riposta in lui segnando la sua prima doppietta nella massima serie. Con il Palermo giocherà tutte le 38 gare di campionato, spesso entrando a partita in corso e segnando un totale di 6 reti.

Belotti – Idolo a Torino

Ad agosto 2015 Andrea Belotti diviene ufficialmente un giocatore del Torino, con l’intento di diventare un titolare fisso per la formazione granata. Grazie al suo fiuto per il goal e la capacità di mettere in rete il pallone in qualunque modo (di testa, destro, sinistro o in acrobazia), Belotti comincia a segnare con regolarità e negli ultimi 6 anni ha chiuso il campionato in doppia cifra, ad un passo dal mito Pulici.

Dal 2017 Belotti è capitano dei granata, con cui ha giocato 210 gare realizzando 92 reti. Ogni anno le sirene del calciomercato che annunciano la partenza di Belotti vengono smentite, ma per il suo talento la vetrina granata sembra essere diventata ormai troppo stretta.

L’esultanza del “Gallo”

Andrea Belotti è conosciuto anche come “Gallo Belotti” per la sua particolare esultanza, imitando la cresta di un gallo appunto in movimento. Pare che questa mossa gli sia stata suggerita da un amico di infanzia, che di cognome fa appunto Gallo, ai tempi dell’Albinoleffe. La “cresta” è diventata una sorta di marchio di fabbrica per Andrea Belotti, che convive ormai felicemente con l’appellativo “Gallo”.

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