Chi è il freelance, o freelancer, e cosa fa? Per quale motivo questa figura professionale è così importante e in che modo è possibile entrarvi in contatto? All’interno del seguente articolo risponderemo a tutti i quesiti appena elencati, oltre a descrivere le origini e la storia di un “lavoro” le cui caratteristiche principali sono l’indipendenza e la versatilità. Ma andiamo per ordine.
Le origini del termine freelancer
La parola che contraddistingue questa categoria di lavoratori indipendenti deriva dal modo di chiamare i soldati di ventura (i mercenari) in passato. Il termine freelance, o freelancer, vuol dire letteralmente “lancia indipendente” o “lancia libera” e serviva ad indicare i soldati professionisti non legati a nessun corpo o signore specifico, ma che si schieravano al fianco di chiunque li pagasse.
La parola free-lance fu usata per la prima volta da Walter Scott nel 1819, nel suo celebre romanzo “Ivanhoe“, ed è entrata a far parte dell’Oxford English Dictionary soltanto nel 1903. Oggigiorno, questa parola ha assunto un altro significato e viene usata per identificare i lavoratori autonomi dotati di partita IVA.
Questa maniera di lavorare e di rapportarsi alla clientela, consente al freelancer di poter offrire i propri servizi a più persone contemporaneamente e di poter lavorare a diversi progetti, con agenzie ed organizzazioni diverse l’una dall’altra. Quello del freelancer è un lavoro molto interessante, libero da vincoli e costrizioni e basato esclusivamente sulla capacità di gestire le proprie competenze e di allargare la propria cerchia di clienti.
Freelancer o Libero Professionista? Differenze e similitudini
Non bisogna confondere la figura del freelancer con quella del libero professionista. Malgrado anche quest’ultimo appartenga alla categoria dei lavoratori autonomi, il libero professionista ha affrontato un corso di studi e, in tal modo, ottenuto una professionalità che gli consente di offrire i suoi servizi a più clienti per volta. Inoltre, il libero professionista è iscritto al relativo albo professionale e a determinate associazioni di categoria.
E proprio questo dettaglio risulta fondamentale, considerato il fatto che, una volta effettuata l’iscrizione a un albo professionale, il libero professionista perde automaticamente l’attributo “libero” ed entra a far parte della categoria dei professionisti protetti. Chiaramente, nell’uso comune si continua a definire tali anche gli architetti, i medici, i commercialisti, gli avvocati e i consulenti del lavoro iscritti ai rispettivi albi.
Oggi, quella del freelancer è una figura sempre più richiesta, per tanti motivi. Affidandosi a un collaboratore esterno, infatti, le aziende saranno costrette a sobbarcarsi costi inferiori e a correre meno rischi di quelli legati a un dipendente regolarmente assunto. Inoltre, molti freelance hanno già un buon bagaglio di esperienza alle spalle, sanno come collaborare con diversi clienti e sono pronti ad affrontare nuovi progetti. Al contrario, un dipendente può comportare ulteriori investimenti in termini di formazione.
Un figura sempre più richiesta
Non sono affatto pochi i settori privati che preferiscono affidare determinate mansioni ai freelancer. Ad esempio, nel settore dell’istruzione e della formazione, diversi istituti privati fanno ricorso a insegnanti indipendenti; allo stesso modo, nei settori assicurativo e finanziario, la domanda di freelancer specializzati appare in costante aumento.
Tra le figure più richieste figurano promoter finanziari, agenti assicurativi, esperti di marketing e comunicazione, copywriter, sviluppatori e programmatori, fotografi, consulenti e così via. Nella maggior parte dei casi, i freelancer vengono assunti mediante contratti atipici (i cosiddetti contratti a progetto), oppure senza alcun vincolo contrattuale.
Di conseguenza, appare chiaro come al freelance non venga concessa nessuna tutela, né tanto meno agevolazioni o benefit quali maternità, malattia, infortuni e ferie. E questo aspetto è certamente quello più critico, che controbilancia gli aspetti positivi dell’essere un freelance.
I pro e i contro dell’essere un freelance
Oltre agli svantaggi elencati poc’anzi, essere un freelance ha anche aspetti positivi, tra cui l’indipendenza, l’opportunità di gestire in maniera del tutto autonoma i propri orari di lavoro, la possibilità di contrattare di volta in volta i prezzi dei servizi erogati e di allargare la propria rete di contatti ricorrendo solo ed esclusivamente alle proprie capacità.
Un freelancer ha il diritto di scegliere come e con chi collaborare e di impostare le regole del gioco. Chiaramente, tutto ciò presenta anche dei limiti, considerata l’abbondanza di freelance disponibili sul mercato, pronti a prendere il posto di colui o colei che decide di rifiutare un determinato progetto.
Per diventare un freelancer è necessario aprire una partita IVA e iscriversi a una o più piattaforme dedicate. Tra queste vale la pena citare freelanceboard.it, sito sul quale chiunque può trovare e contattare il proprio freelance in base alla categoria di appartenenza.
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