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Besozzo | 17 Giugno 2021

Besozzo, il sindaco Del Torchio racconta i suoi dieci anni di mandato e i progetti futuri

"In dieci anni abbiamo cercato di trasformare Besozzo da Comune isolato a paese collaborativo con le realtà intorno, attendo alla cultura e specialmente alle persone"

Tempo medio di lettura: 5 minuti

Riccardo Del Torchio è sindaco di Besozzo dal 2012. Dopo 10 anni di mandato il primo cittadino ha voluto tracciare un quadro del  paese che ha amministrato, non solo sui cambiamenti ancora in corso, ma anche su quelli già conclusi.

L’obiettivo primo di questo amministrazione, come sottolinea il sindaco, è stato fin da subito quello di “aprire le porte del municipio alle persone”, concentrandosi su servizi e attività per coinvolgere i cittadini, rendendoli parte attiva del progetto di cambiamento.

Ulteriore ruolo chiave e punto di forza sono stati giocati sull’ambito culturale: da subito sono stati proposti, infatti, spettacoli, eventi, progetti letterari per diffondere la cultura tra la popolazione, in particolare tra i più giovani. Anche per quanto riguarda le giovani generazioni, fin dall’inizio del primo mandato, l’amministrazione si è spesa per includere sempre di più i ragazzi all’interno del Comune con diverse attività come il “Consiglio comunale del ragazzi” e, più recentemente, con l’iniziativa “Spazio ai giovani”.

Ecco l’intervista.

Il prossimo anno si andrà al voto. Quali sono i progetti più significativi realizzati dall’inizio del suo mandato ad oggi?

Essendo questo il mio secondo mandato è necessario andare un po’ indietro nel tempo. Come ho ricordato anche nell’ultimo consiglio comunale, in realtà, nei primi anni all’inizio della nostra avventura – almeno tre – abbiamo dovuto sistemare i conti del Comune, quindi in realtà non parliamo di veri e propri progetti, ma ci siamo impegnati nel guardare alle criticità per riuscire in tempi piuttosto rapidi a trovare una soluzione.

E cosa avete fatto?

Abbiamo cercato di lavorare sui servizi, cercando di coinvolgere la cittadinanza rendendola parte attiva del paese, attraverso manifestazioni culturali, associazioni e iniziative che, con un costo medio-basso, sono riuscite ad avere un buon risultato per “risvegliare” la forte voglia di partecipazione dei besozzesi. Abbiamo lavorato poi sui servizi legati alla fragilità, affiancando le persone in difficoltà cercando non solo di curare e dare assistenzialismo, ma anche di creare opportunità. Questo è quello che è stato fatto durante il primo mandato.

E nel secondo mandato invece?

Abbiamo poi iniziato vedere che la situazione economica andava migliorando e fondamentalmente i progetti che abbiamo portato a termine sono stati la pista ciclopedonale e la risoluzione degli impianti fognari sotto la supervisione europea, che sembra qualcosa di ordinario, ma che in realtà è un progetto straordinario. Chiaramente dal punto di vista economico abbiamo avuto un supporto dagli organi preposti e dalla società che allora gestiva la depurazione. Inoltre, abbiamo risolto un potenziale impatto molto critico sull’ambiente, sempre con una particolare logica: è importante infatti ricordare che come amministrazione abbiamo da sempre subito detto che Besozzo avrebbe dovuto valorizzare l’elemento caratteristico che ha, cioè il fiume, e quindi siamo partiti pensando di non poter creare una fruibilità del fiume se prima questo non fosse stato pulito. Po abbiamo lavorato sulla ciclabile, sul parco inclusivo e su tanti progetti che hanno avuto sempre come target le persone, cioè i cittadini.

Quali sono quelli in corso d’opera?

Stiamo gettando le basi per cambiare la faccia del nostro paese; una questione importante è quella legata alla questione ex Cartiera, dove abbiamo iniziato una percorso lento, che però ha portato e sta portando ottimi risultati; grazie all’interlocuzione con la società che aveva in carico l’area, abbiamo iniziato un percorso molto produttivo, che ha portato al risultato di riportare quest’area al pubblico, con il costo fondamentalmente di un euro; l’area è stata bonificata e parzialmente demolita, con un ulteriore contributo extra per prossime demolizioni.

Quali sono i progetti futuri?

Come progetto a medio-lungo termine abbiamo l’altra vera scommessa della nostra amministrazione ovvero lo stabile del Sonnino, quasi totalmente di proprietà del Comune, a parte un 20% per il quale abbiamo iniziato ad ipotizzare la possibilità di ricavare la scuola media e abbiamo già qualche progetto in mano, ma probabilmente sarà concluso da chi verrà dopo di noi.

Quali sono, invece, le criticità che la preoccupano oggi?

Criticità grosse in realtà non ci sono; come amministratori abbiamo iniziato dei percorsi, alcuni dei quali sappiamo benissimo che non si concluderanno con i nostri 10 anni di mandato, ma poco importa, perché abbiamo sempre messo al centro il fatto di pensare a quello che poteva essere il benessere della comunità, e quindi non necessariamente chiudere un progetto perché dovevamo chiuderlo per il nostro mandato. Dal punto di vista elettorale, questa può essere una criticità perché vedremo finire poche cose, ma dal punto di vista del risultato sicuramente no.

Uno dei problemi del medio-alto Verbano è la viabilità, primo tra tutti quello legato alla sicurezza lungo la Vergiatese. In questi anni si è impegnato, insieme ai colleghi dei paesi per migliorarne la sicurezza. Ci sono delle novità?

Questo progetto è stato veramente un bel laboratorio perché con i sindaci che si affacciano sulla strada statale abbiamo iniziato a discutere dei problemi in comune sulla statale, andando poi insieme a chiedere agli organi preposti, fondamentalmente Regione Lombardia e Anas, di trovare una soluzione. Qualcosa infatti si è mosso, perché in alcuni Comuni inizieranno i lavori per l’adeguamento; anche questo è chiaramente un progetto non a breve termine, ma l’innesco c’è stato. Questa è una cosa importante perché tra sindaci civici o anche con idee diverse, quando c’è un problema comune, poco importa che uno la pensi in modo diverso dal punto di vista politico, ma insieme si può trovare sicuramente una soluzione. Questo è sicuramente uno dei punti di forza delle amministrazioni locali.

Quale rapporto ha con la sua minoranza? Quali sono stati i temi più dibattuti?

Con la minoranza abbiamo sempre avuto un rapporto abbastanza pacifico e una contrapposizione rispettosa; chiaramente ci sono i contro pesi ed è giusto che ci siano, perché ognuno fa il suo mestiere. Direi quindi che grandi problemi non ci siano mai stati, ma non ci sono mai stati nemmeno molti punti d’incontro, perché si parte dal presupposto che la maggioranza fa la maggioranza e l’opposizione fa l’opposizione. Su alcune situazioni avremmo potuto convergere un po’ di più, mentre su altre è capitato di essere d’accordo, però siamo comunque un paese tranquillo.

Questo periodo di pandemia ha colpito duramente anche le piccole comunità. A Besozzo com’è andata e come sta andando la situazione legata al Covid-19?

La situazione oggi dal punto di vista sanitario è sotto controllo, seguiamo in maniera evidente quello che è il calo nazionale, anche se nei mesi passati ci sono stati momenti più critici, con alcuni decessi. Per quanto riguarda l’aspetto economico è forse ancora presto per determinare l’effetto dell’emergenza a lungo termine; Besozzo è una realtà che si sorregge molto sull’asse commerciale e quindi sicuramente c’è stato un giro a vuoto. E’ anche vero, però, che la qualità degli imprenditori che fanno commercio a Besozzo è elevata, tutti sono stati in grado di reagire adattandosi alla situazione. Questo sicuramente non vuol dire aver passato indenni quest’ondata anomala, ma devo dire che il reinventarsi è stata l’ulteriore conferma che i nostri commercianti hanno una marcia in più.

Com’è cambiata Besozzo dall’inizio del suo mandato?

Besozzo è cambiata molto. Besozzo era, dal mio punto di vista, una realtà a sé stante e invece in questi dieci anni ha avuto la capacità di diventare punto d’aggregazione e di riferimento in molti settori, senza, e questo ci tengo a sottolinearlo, andare a fagocitare le realtà che ci sono intorno. Quindi punto di riferimento sì, ma punto di riferimento con la capacità di collaborare nel rispetto delle realtà, magari meno grandi, che gravitano intorno a Besozzo. Qui ritorniamo al discorso della collaborazione tra Comuni che è fondamentale. Un Comune di dimensioni come il nostro da solo non va da nessuna parte, ma collaborando con altre amministrazioni può andare molto lontano; chiaramente dall’altro lato bisogna considerare che un Comune come il nostro rispetto a quelli intorno, ha la responsabilità di cercare di trainare quelle che sono le realtà più piccole.

È soddisfatto della sua esperienza da sindaco? Ha qualche rimpianto?

No, rimpianti no. E’ stata l’esperienza più forte della mia vita perché non è stata solo un’esperienza lavorativa, ma è stata soprattuto un’esperienza personale. La cosa più difficile è sicuramente dare delle risposte alle persone, soprattutto a quelle in difficoltà e questo è quello che più mi ha segnato in questi anni di mandato; il dire dei “no” ad alcune persone non per volontà, ma per possibilità è sempre dura.

Si ricandiderà come consigliere?

Adesso è ancora presto perché abbiamo la mente concentrata per terminare al meglio questo mandato e siamo concentrai sul cercare di portare a termine e attivare alcuni progetti strategici per Besozzo. Penso che prima dell’autunno prenderemo tutti una decisione e capiremo chi di questo gruppo vorrà impegnarsi ancora. Dieci anni sono tanti e ne ho fatti anche cinque in opposizione; devo dire però che questa passione, perché di passione si tratta in quanto lo si fa’ per fare del bene alla propria comunità, ti rimane dentro. La voglia di chiudere un ciclo che indubbiamente non è chiuso c’è, iniziamo però a pensare ai progetti e a come gestire il futuro prossimo.

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