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Varese | 16 Giugno 2021

Cuvio, vestiti di dubbia provenienza: negoziante a processo

L'imputato è un 55enne che nel 2017gestiva un negozio presso il centro commerciale del paese. I carabinieri sollevarono i primi dubbi durante un normale controllo

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Per aver esposto in vetrina presso il proprio negozio diversi abiti poi risultati di dubbia provenienza, un uomo di cinquantacinque anni rischia una condanna per introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi. Questo il capo di imputazione nell’ambito del processo in corso presso il tribunale di Varese, legato agli esiti di una indagine condotta dai carabinieri della stazione di Cuvio nel dicembre del 2017.

Durante un normale controllo presso il centro commerciale del paese, l’attenzione dei militari dell’Arma cadde su alcuni abiti firmati esposti in vetrina. Gli uomini del maresciallo Roberto Notturno entrarono nel negozio per verificarne la provenienza ma il titolare non fu in grado di fornire adeguate risposte in merito, né di esibire un documento di trasporto, una fattura o una qualsiasi altra prova della autenticità dei vestiti.

Il comportamento dell’uomo spinse i carabinieri a disporre il sequestro della merce e a proseguire con i dovuti accertamenti in un’altra sede, prelevando decine di vestiti dal locale. “Contattammo le aziende produttrici per avere dei chiarimenti – ha spiegato il maresciallo, chiamato a testimoniare in aula – e ottenemmo una sola risposta. L’azienda in questione ci disse che il negoziante non era tra i loro clienti”.

L’origine dei capi di abbigliamento, ad oggi, resta quindi dubbia. Il giudice Alessandra Sagone valuterà se disporre o meno una perizia, richiesta dal pubblico ministero Marco Brunoldi, mentre nella prossima udienza, fissata per la fine di ottobre, verrà esaminato un ulteriore testimone.

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