Società | 9 Giugno 2021

Vaporizzatori, che cosa sono e come funzionano

Lo scopo è quello di fare in modo che le loro componenti attive siano sprigionate in forma di vapore aromatico destinato a essere inalato

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Quando si parla di vaporizzatori per erba si fa riferimento a dispositivi elettronici che vengono impiegati per riscaldare diverse tipologie di sostanze, tra le quali le erbe usate per l’aromaterapia. Lo scopo è quello di fare in modo che le loro componenti attive siano sprigionate in forma di vapore aromatico destinato a essere inalato. Un vaporizzatore permette anche di impiegare concentrati ed estratti, quali gli oli di CBD o il butane hash oil, spesso indicato con la sigla BHO.

Dove comprare online un vaporizzatore portatile

Qualora si sia alla ricerca di un vaporizzatore portatile da comprare su Internet, ci si può affidare al ricco catalogo di Grow Shop Italia per essere certi di trovare il prodotto più in linea con i propri bisogni. Lo staff di questo store online, per altro, assicura la massima attenzione nei confronti del cliente. L’assortimento di articoli a disposizione non include solo i vaporizzatori, ma anche molti materiali per coltivare outdoor e indoor, così come semi di cannabis da collezione e grow room.

Come funziona un vaporizzatore

Il sistema di vaporizzazione presuppone il flusso di aria calda attraverso i materiali vegetali. L’effetto controllato del calore fa sì che le fragranze e gli aromi, vale a dire gli ingredienti che possono essere vaporizzati, evaporino non appena viene superata la loro temperatura di vaporizzazione specifica. Succede, quindi, che i loro principi attivi si diffondono nell’aria e, quindi, vengono inalati. I vaporizzatori erba non vanno mai oltre i 200 gradi di temperatura: si tratta di un limite che permette l’estrazione di tutti i principi attivi evitando che una parte di essi possa essere bruciata. Inoltre, non c’è il rischio che vengano prodotte sostanze nocive, che possono essere generate solo se ci si avvicina ai mille gradi.

L’affumicatura e il fumo

Va detto che gli ingredienti vaporizzabili possono evaporare anche con l’affumicatura e il fumo. Tutto questo si verifica per effetto della combustione delle erbe. Tuttavia, non vengono rilasciati unicamente gli ingredienti che si desiderano, ma anche molte altre sostanze come il naftalene, la nicotina, la benzina, il catrame, e così via: oltre a risultare poco piacevoli all’olfatto, esse irritano le vie respiratorie e possono essere nocive, se non addirittura cancerogene. C’è da tener presente, d’altro canto, che quando la temperatura è troppo alta e non controllata, quella delle sostanze vaporizzabili è una combustione non efficace, che determina uno spreco di materiale vegetale.

Perché conviene usare un vaporizzatore

Si sarà capito, a questo punto, perché conviene optare per un vaporizzatore cannabis. Prima di tutto si tratta di una soluzione più ecologica, e quindi più salubre. Rispetto al fumo, però, non garantisce solo benefici di carattere sanitario, ma anche vantaggi di natura economica, oltre a favorire il delicato rilascio delle sostanze vegetali. Dato che il materiale vegetale non è incenerito, uno stesso contenuto può essere usato più volte, lasciandolo all’interno della camera di riempimento del vaporizzatore fino a quando le fragranze e gli aromi non saranno del tutto spariti.

Quale vaporizzatore scegliere

Il mercato mette a disposizione una grande varietà di vaporizzatori per erbe, che possono essere classificati a seconda delle modalità con le quali il contenuto viene riscaldato. Nel caso dei vaporizzatori per erba a conduzione, per esempio, il contenuto viene messo a diretto contatto con una fonte di calore, che così lo riscalda. Nel caso dei vaporizzatori per erba a convezione, invece, il contenuto viene riscaldato con del vapore o con dell’aria calda, e quindi in maniera indiretta. Esistono, poi, i vaporizzatori ibridi, dove è presente una fonte di calore diretta ma che comunque riscaldano a convezione.

Guida alla scelta

La modalità di riscaldamento adottata, però, è solo uno dei parametri che si possono prendere in considerazione per distinguere e scegliere i vari modelli. Sono importanti anche le dimensioni, che permettono di categorizzare i vaporizzatori in soluzioni portatili o da tavolo; in genere le prime si lasciano preferire per la loro praticità, dal momento che possono essere usate dappertutto. Per un acquisto oculato, in questo caso, si deve badare a quanto è capiente la camera di combustione, a quanto dura la batteria e alla velocità con la quale viene garantito il riscaldamento. In genere l’autonomia è di circa 3 o 4 ore.

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