A poco più di un mese dalla classificazione della Lombardia in zona gialla, l’andamento della pandemia di Covid-19 su tutto il territorio è in continuo e costante miglioramento. Ciò si riflette ormai con una certa evidenza anche nella provincia di Varese, fra le più lente a uscire da questa terza ondata di virus.
A dimostrarlo sono i dati forniti settimanalmente da ATS Insubria: negli ultimi sette giorni, nel Varesotto, è diminuito il numero di tamponi eseguiti (15.342) e quelli risultati positivi sono sotto i 1.000 (806); tra questi, quelli relativi ai nuovi contagi sono stati solamente 376, circa 200 in meno rispetto alla scorsa settimana.
È tornata leggermente a salire l’età media dei positivi, ora nuovamente al di sopra dei 40 anni, mentre l’indice di replicazione diagnostica RDt – che misura di quanto aumentano le diagnosi di positività dopo un numero stabilito di giorni – si mantiene ancora costantemente sotto l’1.
Per quanto riguarda l’incidenza dei casi per 100mila abitanti, nell’ambito territoriale che pertiene all’ASST Sette Laghi è la zona di Luino quella con il valore più basso – e dunque migliore –, pari a 30. Procede bene anche il Lavenese, sceso a 58, mentre la zona di Arcisate resta quella con il valore più alto, 78.
Si tratta comunque di numeri che sono ormai ben lontani dalla soglia limite di 250 e il miglioramento si evince anche dal cartogramma (visibile in gallery) che si colora di tinte sempre più chiare, in rapporto alla diminuzione dell’incidenza. Marzio e Brenta sono gli unici due paesi che risultano ancora al di sopra del 150, mentre la maggior parte dell’alta provincia viaggia tra lo 0 e il 50.
La situazione negli istituti scolastici del territorio rimane più costante, sia a livello di nuovi casi sia di quarantene (aumentate solamente all’interno delle scuole medie). Sono 8 i plessi con più casi e solo in una classe si è osservato un focolaio.
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