Si trova ora agli arresti domiciliari, dopo la convalida del fermo disposta dal tribunale di Varese, il trentaduenne di origini marocchine che nel pomeriggio di lunedì ha preso parte ad una rissa, avvenuta in via Gaggetto a Laveno, con un connazionale di trentanove anni poi finito in pronto soccorso a Cittiglio, a causa delle ferite riportate ad una gamba.
I fatti, come riporta La Prealpina, sarebbero degenerati a causa dell’accusa, rivolta dal trentaduenne alla persona poi colpita con un coccio di bottiglia, di essere un informatore delle forze dell’ordine.
In aula però, si apprende ancora dal quotidiano locale, si è discusso delle dinamiche che hanno portato al ferimento dell’uomo, vittima di una lesione valutata come “guaribile in 25 giorni”. “Non è chiaro chi ha cominciato, né com’è andata veramente”, si legge sulle pagine de La Prealpina, dove sono riportate le parole pronunciate in aula dall’avvocato del trentaduenne. “Tra le ipotesi che emergerebbero dalle sommarie informazioni raccolte dai carabinieri – si legge ancora – c’è infatti, secondo il legale, anche quella che l’indagato abbia sì lanciato alcune bottiglie, ma contro un palo; una di queste si sarebbe rotta e i cocci avrebbero infine colpito il ferito alla coscia destra, provocandogli una ferita lacero-contusa”.
Il presunto aggressore, che dovrà ora rispondere dell’accusa di lesioni personali aggravate, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo è previsto per il prossimo 18 giugno.
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