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Lavena Ponte Tresa | 22 Maggio 2021

Lavena Ponte Tresa, minaccia l’ex moglie: condannato

La donna, una 39enne, aveva denunciato l'uomo a seguito di ripetuti episodi, avvenuti anche davanti ai figli piccoli. "Gli incidenti capitano tutti i giorni"

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Gli incidenti capitano tutti i giorni“. Quella frase posta come un inquietante ammonimento, la donna svizzera di trentanove anni, chiamata a testimoniare davanti al Giudice di pace di Luino per le minacce dell’ex marito, l’aveva già sentita pronunciare più volte prima del giugno 2019, quando decise di tutelarsi denunciando l’uomo, dal quale si stava separando.

L’ultimo “avvertimento” era arrivato all’esterno dell’asilo di Lavena Ponte Tresa, dove la donna si era recata a prendere i figli, vedendo poi comparire all’improvviso l’uomo, dalla parte opposta della cancellata, affiancato da quella che all’epoca era la sua guardia del corpo.

“Era già successo che andasse a prendere i figli senza avvisarmi – ha raccontato la trentanovenne in aula – tenendoli poi con sé per giorni, senza farmeli vedere. In quel periodo, poi, erano ancora in corso le pratiche per la separazione e stavamo affrontando proprio i dettagli relativi all’affidamento dei figli”. C’erano stati dei precedenti anche in Ticino, dove la coppia risiedeva. Quel giorno la minaccia era giunta a seguito di una ferma presa di posizione della donna, trovata dall’allora marito insieme ai due bambini, all’uscita dell’asilo: “Se non te ne vai chiamo i carabinieri”. L’intervento delle forze dell’ordine non fu necessario perché l’uomo si allontanò volontariamente, a seguito di un acceso scambio verbale.

“Si tratta di un reato particolarmente odioso e grave – ha affermato l’avvocato Furio Artoni, difensore della trentanovenne, a margine del dibattimento – sia per la vulnerabilità della persona minacciata che per il coinvolgimento di minori, che hanno anche assistito ai momenti di tensione tra i genitori”.

L’avvocato si è poi soffermato su un altro aspetto: il senso di insicurezza generato dalla vicenda e reso ancor più incisivo dalle rilevanti possibilità economiche che sarebbero state sfruttate a scopo intimidatorio dall’uomo, condannato dal giudice Davide Alvigini al pagamento di 400 euro di multa e di ulteriori 600 euro in forma di risarcimento della persona offesa.

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