La concorrenza spietata della grande distribuzione, dieci anni di crisi economica sulle spalle e ora la pandemia, a rincarare la dose. Sono queste le principali cause legate all’impoverimento delle economie locali nelle valli dell’alto Varesotto.
La Valcuvia fa parte di quelle zone in cui le conseguenze del coronavirus hanno già contribuito al peggioramento della situazione, che diventa drammaticamente irrecuperabile quando gli incassi non consentono più di arrivare a coprire almeno le spese di gestione. E le serrande dei negozi, vengono quindi irrimediabilmente abbassate. In maniera definitiva.
Le cause di tutto ciò partono come detto da lontano. Il quotidiano La Prealpina, a tale proposito, ha riportato nei giorni scorsi un dato rilevante: sono circa una trentina le piccole attività della valle che negli ultimi vent’anni hanno chiuso i battenti. Più di una all’anno e più di due per paese.
E’ questo il contesto in cui si inserisce l’iniziativa intrapresa dal Comune di Cuvio – e già proposta nel recente passato da altre amministrazioni – nel tentativo di spezzare la catena delle chiusura e offrire, per quanto possibile, un aiuto concreto agli esercenti in difficoltà. La giunta guidata dal sindaco Enzo Benedusi ha provveduto allo stanziamento di 33 mila euro per commercianti e artigiani.
Si tratta di una somma, garantita attraverso fondi statali, a cui potranno attingere quei commercianti che possiedono una attività situata in paese. I fondi serviranno a fronteggiare le spese relative ai negozi e al personale. Sul sito istituzionale dell’ente sono state pubblicate tutte le informazioni riguardanti i requisiti e le modalità per formalizzare la richiesta di contributo.
Tutti i dettagli sono consultabili cliccando qui. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 21 maggio.
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