Sono dati “assolutamente tranquillizzanti” quelli relativi all’andamento dell’epidemia di Covid-19 sul territorio di competenza di ATS Insubria, illustrati dal direttore sanitario Giuseppe Catanoso.
Rispetto alla settimana precedente, infatti, si è assistito a un ulteriore calo degli indici, anche piuttosto corposo, che “fa stare davvero più tranquilli e sperare che in tutta la Regione si tornino ad avere dati sempre più confortanti”.
Come emerge anche dalle visualizzazioni grafiche riportate in gallery, tra il 6 e il 12 maggio i nuovi positivi nelle province di Varese e Como sono 1.563 su 36.177 tamponi processati. Nel caso specifico del Varesotto, si parla di 901 nuovi contagi rilevati su 20.273 test, ovvero -595 rispetto alla scorsa settimana. L’incidenza complessiva sul territorio è scesa di più di 60 punti, arrivando a un valore globale di 105,66 e di 100,95 per la sola Varese.
L’età media dei positivi si è assestata intorno ai 40 anni, mentre l’RDt ha registrato un piccolo rialzo – definito da Catanoso “fisiologico” – ma rimane in ogni caso sotto l’1.
Miglioramenti evidenti anche nell’ambito territoriale dell’ASST Sette Laghi, con l’area del Luinese che risulta essere quella con l’incidenza più bassa di tutti (87) e il Lavenese che ha visto finalmente calare in maniera sostanziale anche il suo valore, sceso da 221 a 112. Leggera inversione di tendenza per l’Arcisatese che, però, risulta già in discesa e abbondantemente al di sotto del limite di guardia fissato a 250 casi per 100mila abitanti.
La maggior parte dell’alto Varesotto risulta comunque avere, per la maggior parte, un’incidenza compresa fra 0 e 150. Numeri più alti si registrano fra Castelveccana, Laveno Mombello, Cittiglio, parte della Valcuvia e i paesi che danno sul Ceresio (tra 150 e 250), Brenta e Besano (tra 250 e 350) e Valganna (sopra i 350).
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