Varese | 10 Maggio 2021

Industria varesina, assestamento in corso: il rischio per il futuro è sui prezzi delle materie prime

L'indagine congiunturale dell'Ufficio Studi dell'Unione degli Industriali fa luce sui caratteri e sui numeri della ripresa. Ecco i dettagli settore per settore

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L’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese mostra, nel primo trimestre del 2021, un sostanziale assestamento della ripresa iniziata nei mesi precedenti, trainata al momento dall’andamento degli ordini.

Tuttavia, rispetto alla chiusura 2020 si registra una minor dinamicità e il recupero appare meno marcato, in parte per un assestamento della ripresa verso una nuova possibile normalità. Come elemento di attenzione si segnala una sofferenza legata all’approvvigionamento di materie prime: l’88% delle imprese intervistate ha, infatti, registrato nei primi mesi dell’anno un rialzo dei prezzi di alcune commodity, mentre il 58% ha lamentato una loro scarsa disponibilità.

Per quanto riguarda le categorie di materiali più “colpiti”, troviamo al primo posto i metalli di base, ferrosi e non, dopodiché i prodotti chimici di base, i solventi, coloranti e ausiliari e i polimeri per le materie plastiche. Queste dinamiche, che dipendono da fattori esogeni e legati ai mercati internazionali, rischiano di aver impatto sui margini di produzione nel medio termine.

Sotto il profilo della produzione, il primo trimestre 2021 segna un miglioramento congiunturale, anche se meno marcato rispetto alla rilevazione precedente: dopo i rimbalzi segnati nella seconda metà del 2020, la ripresa si sta ora assestando e “normalizzando”. Questo fenomeno è ben visibile nel saldo nelle risposte (pari alla differenza tra la percentuale di risposte positive e negative) che rimane positivo (+36,4 punti percentuali), ma su livelli inferiori rispetto al trimestre precedente (+56,3). Guardando alle risposte, il 58,5% delle imprese intervistate ha segnalato livelli produttivi in aumento rispetto al trimestre scorso, il 22,1% in calo, il 19,4% stabili. Questo dato di assestamento è ulteriormente provato dal grado di utilizzo degli impianti che arriva a 78,3%, ben al di sopra del 70,3% rilevato nel periodo gennaio-marzo 2020 in cui si erano registrati i primi parziali effetti del lockdown, e sostanzialmente stabile rispetto al 78,5% rilevato nell’ultimo trimestre 2020.

Le previsioni. Sulla produzione per il secondo trimestre 2021 presentano un saldo positivo (+32,4 punti percentuali): il 45,4% delle imprese intervistate si aspetta un incremento della produzione (rispetto al 18,4% delle precedenti previsioni), il 41,6% un mantenimento degli attuali livelli produttivi e il 13,0% una flessione. Ad incidere positivamente sulle aspettative è probabilmente l’accelerazione impressa al piano vaccinale da parte del nuovo Esecutivo e le prospettive di riaperture che possano favorire la crescita economica, consentendo un recupero sulle precedenti previsioni più “pessimistiche” a causa della crisi di Governo di febbraio. Rimane l’incertezza legata ai problemi di approvvigionamento di materie prime e semilavorati che potrebbe avere, invece, un effetto negativo.

Metalmeccanico. Sotto il profilo produttivo il settore metalmeccanico continua a segnare un miglioramento congiunturale (saldo delle risposte +24 punti percentuali), anche se le risposte raccolte appaiono in parte diversificate: a fronte del 50,6% delle imprese intervistate che ha dichiarato una crescita, il 26,7% ha segnalato un peggioramento e il 22,7% una stabilizzazione. Dall’altra parte, si ha un miglioramento della dinamica del portafoglio ordini, che dal profilo negativo dell’ultimo trimestre del 2020 (saldo negativo nelle risposte pari a -18,3 punti percentuali) torna a un contesto di crescita (saldo positivo pari a +49,1 punti percentuali). Il buon andamento degli ordini traina anche le previsioni per il prossimo trimestre, anche se rimane un fattore di rischio rappresentato dall’andamento dei prezzi delle materie prime.

Moda. Il comparto moda, che aveva registrato un rallentamento nell’ultimo trimestre 2020, mostra in apertura del nuovo anno dei segni di ripresa, con un saldo positivo pari a +9,2 punti percentuali, seppur con situazioni individuali molto diversificate. Le aspettative per il prossimo trimestre sono, invece, orientate negativamente, indice, con ogni probabilità, dei timori legati all’incertezza dei tempi delle riaperture e della ripresa del commercio al dettaglio, che impatta molto sulla filiera del tessile e abbigliamento. Negativo anche l’orientamento degli ordini complessivi, seppur a un tasso inferiore rispetto al trimestre precedente (-27,9 punti percentuali di saldo nelle risposte rispetto al -45,7 precedente).

Chimico – farmaceutico. Il settore chimico-farmaceutico consolida il rimbalzo congiunturale del quarto trimestre del 2020 (saldo positivo delle risposte pari a +85,8 punti percentuali), trainato da una buona dinamica degli ordinativi (saldo pari a +70,2%). Continuano a essere positive anche le previsioni per il secondo trimestre del 2021 (+84,4 punti percentuali di saldo nelle risposte).

Gomma – plastica. Nel primo trimestre del 2021 continua il trend di progressivo recupero della produzione all’interno del comparto gomma-plastica. A trainare sono sempre gli ordinativi (+91,5 punti percentuali nel saldo delle risposte). Le previsioni per il secondo semestre 2021 rimangono caute, privilegiando un profilo di stabilizzazione: il 75,9% delle imprese intervistate ha previsto volumi di produzione invariati. Sul settore potrebbero, infatti, pesare gli aumenti registrati nei prezzi delle materie prime.

Ulteriori dettagli nei report allegati di seguito: indagine congiunturalefocus sulle materie prime.

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