Luino | 6 Maggio 2021

Croce Rossa di Luino e Valli, “Gentilezza e amore per le famiglie fragili del territorio”

Le toccanti testimonianze di Barbara Cavazzin, Lorena Cesarin e Mariangela Rigon, per tutti la zia Mary, che parlano del lavoro svolto in questo periodo

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(a cura di Patrizia Martino) Per poter raggiungere risultati di eccellenza occorre avere una vision e conoscere il mezzo per realizzarla. Si deve operare cioè concentrandosi sul da farsi nel qui e ora, tenendo lo sguardo lontano, verso lo scopo che si vuole raggiungere.

Confrontandomi sulla questione con il Presidente del Comitato locale della CRI, il dottor Pierfrancesco Buchi, la risposta è chiara e inequivocabile: avere una visione sistemica e puntare sulla sinergia del gruppo.

Partendo da questo presupposto, ho voluto esplorare un settore molto interessante del Comitato. Accanto al servizio sanitario infatti, che prevede l’uscita su richiesta di soccorso, sono stati attivati servizi di supporto alle fragilità.

Con grande coraggio e determinazione è stata organizzata un’attività per l’ampliamento dell’offerta di assistenza sul piano sociale: i pacchi conforto e i pacchi gentilezza.

Barbara Cavazzin, responsabile della distribuzione di questi ultimi, ha spiegato la differenza tra le due tipologie di pacchi.

Quelli che sono conservati nel locale adiacente il centralino, sono i “pacchi gentilezza”. Si tratta di un servizio temporaneo, associato all’emergenza Covid, nato circa un anno fa, a fine marzo. Le persone che ne hanno bisogno, possono avere un pacco ogni mese.

Il servizio è stato chiamato “Il tempo della gentilezza” e “Adotta un anziano” proprio per rendere il più chiaro possibile il senso dell’attività e la finalità della stessa.

Barbara dice che per il primo è stata messa in azione una squadra di centralinisti volontari. A turno hanno accolto le chiamate di persone che telefonavano chiedendo aiuto.

Spesso le chiamate erano di persone sole a volte in preda alla paura o a uno sconfortante senso di solitudine.

Ci si è attivati con grande impegno creando una catena tra centralinisti che ricevevano la richiesta di aiuto e volontari che si rendevano disponibili per andare in farmacia per i medicinali o presso qualche supermercato a comprare i viveri, per poi recapitarli presso le abitazioni dei richiedenti.

Naturalmente il tutto veniva svolto nella massima sicurezza, onde evitare la diffusione del Virus, che era già di per sé stesso pervicacemente attivo. Dal resoconto che Barbara fa con puntuale precisione e chiarezza ne emerge un’organizzazione curata nei minimi particolari.

Approfondendo il racconto, fa notare che la richiesta aveva un andamento ondino, che seguiva quello delle fasi di contagio Covid: nato a fine marzo, il servizio ha visto un’impennata nel primo look down, per poi scemare durante l’estate e risalire in autunno.

La criticità della situazione economica ha messo in crisi famiglie che non si erano mai rivolte alla CRI locale per chiedere un supporto.

Dalla domanda si può cogliere la gravità della situazione anche per quanto riguarda l’aspetto economico: è cresciuta la richiesta di famiglie autoctone, soprattutto con bambini piccoli.

Infatti con la terza ondata nel Kit sono stati inseriti prodotti per bimbi e neonati. A settembre, ad esempio è stato predisposto materiale scolastico da dare alle scuole per fronteggiare il bisogno di alunni e alunne le cui famiglie avevano difficoltà ad affrontare la spesa.

La squadra, composta da una ventina di giovani, in età dall’ultimo anno del liceo fino ai 25 anni, ha ha operato in modo compatto e costante, facendo settimanalmente il punto della situazione.

Il racconto di Lorena Cesarin.

Il servizio dei pacchi conforto non ha un carattere di straordinarietà. Il territorio da coprire è vasto, le richieste sono sempre più numerose. Per fortuna non operiamo da soli, altri gruppi e associazioni si stanno impegnando come noi per venire incontro alle esigenze delle persone e delle famiglie.

E’ molto importante evitare di sovrapporre gli interventi, sarebbe un inutile spreco di energie. La capacità di fare Rete si valuta proprio quando si è in azione sul territorio: spesso non servono grandi discorsi o protocolli di intesa, è sufficiente riuscire a comunicare e a trovare soluzioni idonee man mano che i problemi si presentano.

Naturalmente anche per i gruppi, come per le singole persone, è fondamentale saper trovare una giusta misura nel proporre il proprio intervento e soprattutto essere convinti che la collaborazione garantisce risultati migliori rispetto ad una modalità centrata più sul lavoro della singola organizzazione.

Lo sa bene Mariangela Rigon, per tutti la zia Mary, guerriera in campo nell’organizzare il gruppo per la preparazione dei pacchi. Mi raggiunge in sede per raccontarmi dell’attività. Parla animata da un’energia esplosiva.

Il magazzino è a Cadegliano da circa dieci anni, grazie al comodato d’uso gratuito della Comunità Montana del Piambello. Ci si trova due giorni a settimana sei persone al mercoledì, quattro o cinque il venerdì. Ci si ritrova nel pomeriggio, dalle 14 alle 16. La distribuzione dei pacchi viene fatta tutte le settimane. C’è un’apposita squadra per la loro consegna.

Il territorio da coprire è piuttosto vasto: la Valganna; a scendere da Ferrera fino a Germignaga e a Castelveccana; Colmegna e Maccagno; poi da Luino a risalire fino ad Agra. Sono più di 20 Comuni. Per accedere al servizio basta avere l’ISEE e chiamare il numero 0332510444.

I pacchi conforto vengono preparati in base al numero di persone di cui è composta la famiglia. Le richieste provengono da persone anziane, da mamme sole con figli, ma anche da famiglie che hanno perso il lavoro, soprattutto in seguito della pandemia, stranieri in cerca di un posto in cui poter vivere dignitosamente.

Nel pacco vengono messi diversi generi alimentari: olio, pelati, legumi, riso, tonno, pasta, latte, biscotti, zucchero. A volte farina o caffè o formaggio. Possono essere inseriti anche detersivi per la casa o generi per l’igiene personale. In occasioni speciali, ad esempio in occasione di festività, vengono aggiunti prodotti particolari, come panettoni, uova di Pasqua o colombe pasquali.

I viveri vengono forniti dalla FENAD, da OTP e AGEA. Ci sono anche supermercati che collaborano con la “spesa sospesa”, come Tigros, Benett, NovaCoop, Eurospin e molti altri. Quando i carrelli sono pieni, ci avvisano e noi passiamo a ritirarli.

Naturalmente non si tratta semplicemente di una consegna. Dietro c’è una grande sensibilità e capacità di ascolto.

Quello che più conta è sapersi mettere nei panni dell’altro perché ognuno di noi potrebbe trovarsi nella condizione di aver bisogno. Bisogna saper aprire il cuore e accogliere. Ogni forma di giudizio è da escludere.

L’appuntamento per confezionare i pacchi ormai è diventato un piacevole ritrovo tra persone che condividono l’amore per il prossimo e hanno sviluppato un particolare senso di amicizia.

La cosa straordinaria è che chi si occupa del servizio, sia dei pacchi Conforto che di quelli Gentilezza, si sente gratificato dall’incontro con le persone alle quali offre la sua disponibilità. In cambio ha il calore umano della gratitudine, che è un bene assai raro.

Abbiamo un dialogo molto bello con le persone il rapporto di vicinanza che si crea dà vigore a tutti, ciascuno beneficia di un senso di conforto e coraggio. Alla fine sentiamo di volerci più bene. E stiamo bene.

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