Roma | 25 Aprile 2021

Covid, “Carenze normative per i pass regionali”: il Garante per la privacy scrive ai ministeri

L'Autorità ha individuato alcune lacune che potrebbero condizionare l'utilizzo e il controllo dei dati, in vista dell'estate

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Il garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sul contenuto normativo che, in previsione dell’estate, disciplinerà l’utilizzo dei cosiddetti “pass verdi”, cioè quelle certificazioni che consentiranno alle persone di spostarsi in regioni situate in zona arancione e rossa per ragioni non strettamente legate al lavoro, alla salute o ad altre circostanze di inderogabile urgenza.

Il Garante, per mezzo di un avvertimento formale, si è rivolto a tutti i ministeri impegnati nella stesura della norma per evidenziare alcune carenze in materia di protezione dei dati. Si tratta di aspetti che hanno a che fare con la gestione dei pass regionali, con la loro classificazione e organizzazione da un punto di vista burocratico. Problemi che, ha sottolineato il Garante, potrebbero rivelare falle o anomalie anche in previsione del futuro “circuito europeo”, quello che nei prossimi mesi regolerà gli spostamenti all’estero.

“In contrasto con quanto previsto dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il decreto non definisce con precisione le finalità per il trattamento dei dati sulla salute degli italiani, lasciando spazio a molteplici e imprevedibili utilizzi futuri, in potenziale disallineamento anche con analoghe iniziative europee – riporta il sito dell’Agenzia Giornalistica Italia -. Non viene specificato chi è il titolare del trattamento dei dati, in violazione del principio di trasparenza, rendendo così difficile se non impossibile l’esercizio dei diritti degli interessati: ad esempio, in caso di informazioni non corrette contenute nelle certificazioni verdi”. Altre osservazioni riguardano poi i tempi di conservazione dei dati, non indicati, e le misure per garantire la loro riservatezza, allo stesso modo mancanti.

Il Garante ha offerto al governo la propria collaborazione per fare fronte a tutte le criticità citate all’interno della comunicazione. Lo strumento non sarà operativo a partire da lunedì, con l’entrata in vigore del decreto riaperture, tuttavia lo diventerà a ridosso dell’estate – secondo le previsioni – quando i cittadini potranno richiederlo per spostarsi verso le regioni situate in zona arancione o rossa (per gli spostamenti verso altri territori in zona gialla non servirà in questo senso nessuna documentazione aggiuntiva).

Il pass, come già anticipato nei giorni scorsi, verrà rilasciato sulla base di uno dei seguenti requisiti: l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid, un tampone che attesti la negatività accertata nelle quarantotto ore che precedono lo spostamento. Chi rilascerà le certificazioni? nei primi due casi, le strutture sanitarie che hanno effettuato la vaccinazione o presso le quali è avvenuto il ricovero a causa del Covid (in assenza di ricovero sarà il medico di base a rilasciare il certificato di avvenuta guarigione). Nel terzo caso, il pass verde verrà rilasciato dalla struttura in cui viene svolto il test. Nei primi due casi la validità della certificazione sarà di sei mesi, nel terzo di sole quarantotto ore.

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