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Luino | 23 Aprile 2021

Luino, riaperture pubblici esercizi all’aperto: sì, ma con quali regole?

Confcommercio Ascom Luino: "Il decreto legge contiene punti poco chiari: servono delucidazioni. Attendiamo chiarimenti sui vari punti"

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Articolo pubblicato da Confcommercio Ascom Luino

d.b. – Il 21 aprile il Governo ha approvato il decreto legge che disciplina, tra le altre cose, le riaperture delle attività commerciali a partire dal 26 aprile.

L’art. 4 si intitola ‘Attività dei servizi di ristorazione’ e al comma 1) recita: “Dal 26 aprile 2021, nella zona gialla, sono consentite le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti … (ndr del coprifuoco, quindi dalle ore 5.00 alle ore 22.00)”. Il comma 2 dispone invece che “Dal 1° giugno 2021, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00, nel rispetto di protocolli e linee guida”.

Vediamo i punti dubbi.

Anzitutto è bene precisare che nelle attività della ristorazione sono ricompresi “ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie”, come prevedono le linee guida allegate al DPCM 2 marzo 2021 (il primo a firma di Mario Draghi), che rimane in vigore. Anche il nuovo decreto legge di ieri fa riferimento ad attività ‘svolte da qualsiasi esercizio’.

Un dubbio viene in relazione alla frase ‘con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto’: sembrerebbe obbligatorio consumare (pasti, bevande, gelati, caffetteria, ecc.) solo al tavolo e non in altro modo (ad esempio una bevanda consumata in piedi, ad un bancone situato in una terrazza aperta).

Lo stesso dubbio si porrà, dal 1° giugno, per gli spazi al chiuso, visto che anche qui le attività di ristorazione (in senso ampio, come si è visto prima) “sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo“: quindi, ad esempio, niente caffè al banco?

Ma il punto più controverso è relativo al concetto di ‘aperto’: il decreto non ne dà una definizione. Certo un giardino con i tavolini è certamente uno spazio aperto. Un dehor solo con il tetto e senza pareti quasi certamente lo è. Ma un dehor con il tetto e due pareti chiuse e due aperte? Oppure quelle verande coperte, con grandi serramenti a vetro, tutte chiuse in inverno ma che in estate possono essere aperte parzialmente  sovrapponendo i serramenti? Le pareti in parte scompaiono, ma non completamente.

La questione è stata sollevata alla Camera dei Deputati con una interrogazione del 21 aprile dell’on. Giorgia Andreuzza e altri deputati al Ministro del Turismo Garavaglia. Il quesito riguardava le «Sun Room», consistenti in parti di edifici dotati di serramenti completamente apribili in altezza, su uno o più lati.

A giudizio degli interroganti le «Sun Room» sarebbero equiparabili agli spazi aperti e, quindi, potrebbero essere utilizzati a partire dal 26 aprile per svolgere, tra l’altro, attività di ristorazione. Garavaglia ha risposto che: “come Ministro del Turismo, la descritta equiparazione mi sembra ovvia. Tuttavia, le implicazioni correlate alla configurazione strutturale delle cosiddette «Sun Room» riguardano aspetti strettamente correlati alle misure di precauzione legate al distanziamento e alla circolazione dell’aria all’interno delle strutture che accolgono più persone e, quindi, ricadono, nelle competenze del Ministero della salute. Farò, comunque, presente la questione in sede di Consiglio dei ministri”.

Su questo punto, e sugli altri, attendiamo chiarimenti.

Quasi certamente la Lombardia dal 26 aprile passerà in zona gialla e quindi le citate attività all’aperto potranno riaprire.

Le risposte dovrebbero arrivare al più presto per rispetto a quegli operatori che devono organizzare la ripartenza, fare acquisti, preparare le linee di cucina: a loro servono certezze, non si possono permettere il lusso di fare scelte sbagliate.

Un anno di chiusure ha reso il settore fragile, con serie difficoltà economiche e finanziarie per le aziende della ristorazione che hanno pagato e stanno pagando un prezzo altissimo a causa delle restrizioni per il contrasto alla pandemia.

Non appena avremo notizie più precise le divulgheremo: scopo di questo articolo è mettere in chiaro che ci sono aspetti non chiari che devono essere chiariti dalle istituzioni. Tutto chiaro?

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