Istituire in via prioritaria le ZES (Zone Economiche Speciali) per i territori in prossimità del confine italo-svizzero: lo chiede la Risoluzione approvata oggi nell’ambito della Sessione europea del Consiglio regionale e che ha accolto l’emendamento sul tema proposto dalla vicepresidente del Consiglio regionale Francesca Brianza.
“Con questo voto – dichiara Brianza, esprimendo grande soddisfazione per il voto positivo dell’Aula – chiediamo agli organi europei di autorizzare l’introduzione di nuove politiche modellate sulla peculiarità delle zone di confine che hanno mostrato tutta la loro fragilità, specialmente durante la pandemia”.
“Questa delle Zes – prosegue – è una battaglia storica della Lega ma che in questa particolare situazione di crisi economica si è fatta ancora più stringente per la chiusura dei confini conseguente alle restrizioni legate al Covid”.
“A causa di questo – prosegue – il confine tra Italia e Svizzera, tradizionalmente molto permeabile, è diventato una vera cortina di ferro che ha mandato in crisi il commercio e l’imprenditoria causando disoccupazione e forte preoccupazione per la tenuta del sistema sociale. Le aree di confine rischiano infatti una desertificazione non solo economica ma anche sociale, per questo – spiega – è indispensabile pensare a delle condizioni fiscali più vantaggiose per favorire l’insediamento di nuove realtà produttive”.
“Dopo il voto di oggi – chiude Brianza – auspico che questo tema, che sta avendo grande eco nelle province di confine (Varese, Como, Sondrio), possa finalmente trovare concretezza e dare una risoluzione duratura per lo sviluppo dei nostri territori”.
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