L’inizio del 2021 è stato particolarmente positivo per Bialetti, come testimoniato dall’andamento del titolo in Borsa nel corso dei primi mesi del nuovo anno. Come riportato dalla versione online de Il Sole 24 Ore, le quotazioni in Borsa dello storico marchio lombardo, hanno fatto registrare un notevole incremento, tale da riportare il prezzo delle azioni al valore raggiunto quasi due anni fa. Si tratta di riscontri certamente incoraggianti per la torrefazione di Coccaglio, che ha da sempre un rapporto altalenante con Piazza Affari.
I dati da inizio anno
A metà febbraio, le azioni Bialetti hanno raggiunto quota 0,308 euro l’una, grazie ad un rialzo settimanale pari a +74%. Il dato si inserisce in un trend generalmente positivo che, da inizio 2021, ha visto il titolo del brand crescere del 130%, grazie anche a sedute giornaliere record (+16,2% il 19 febbraio scorso). Tra i fattori alla base di questa crescita così sostenuta, che Bialetti – quotata a Piazza Affari fin dal 2007 – non registrava da lungo tempo, vi è certamente la situazione generale creata dalla pandemia di Covid-19: le restrizioni imposte a bar e ristoranti (e, più in generale, a tutti gli esercizi analoghi), hanno limitato di molto la possibilità di consumare caffè al di fuori delle mura domestiche; di conseguenze, in molti hanno optato per soluzioni alternative, recuperando la tradizione del caffè preparato con la moka, una delle più radicate all’interno della cultura enogastronomica italiana.
Il ritorno della moka e non solo
Bialetti è uno dei marchi italiani più famosi al mondo nel settore della torrefazione; ha legato la propria fama alla celebre moka ma, nel corso del tempo ha notevolmente diversificato la propria offerta.
L’azienda, infatti, produce sia miscele di caffè per moka, sia macchine per l’espresso ed accessori di vario tipo per il consumo della bevanda. Nel corso degli ultimi decenni, infatti, il mercato si è notevolmente evoluto: le monodosi preconfezionate di caffè si sono ritagliate, progressivamente, uno spazio sempre maggiore all’interno del settore. Sono nel 2020, le vendite di capsule sono salite del 26,8% mentre quelle delle cialde sono aumentate del 18,2%, secondo i dati di una ricerca condotta dall’IRI.
A dare notevole impulso a questo particolare settore merceologico è stato lo shopping online: grazie ad e-commerce specializzati come www.outletcaffe.it, brand di consolidata tradizione come Bialetti possono commercializzare i propri prodotti presso un pubblico molto più ampio sfruttando, al contempo, l’enorme crescita che negli ultimi anni ha caratterizzato il commercio elettronico. Questa tendenza si è notevolmente accentuata durante la pandemia, durante la quale tanto le misure restrittive quanto il timore di contatti con estranei ha spinto milioni di utenti a rivolgersi alla rete per acquistare caffè in polvere per la moka o in dosi singoli preconfezionate.
Come già accennato, cialde e capsule sono, assieme ai solubili, tra i prodotti più venduti online. È bene sottolineare come si tratti di due cose diverse, benché entrambe rispettino il medesimo standard (ESE, acronimo di Easy Serving Espresso). Le cialde, infatti, sono costituite da una piccola confezione realizzata interamente in cellulosa, il cui diametro può essere di 38 mm, 44 mm o 55 mm; la capsule, invece, sono fabbricate in materiale plastico e formano un involucro rigido. Di conseguenza, non sono intercambiabili, in quanto le macchine per espresso prodotte per servire il caffè con le cialde non funzionano con le capsule, e viceversa. Per il resto, le monoporzioni hanno le stesse dimensioni e contengono la medesima quantità di caffè (circa 7 grammi), sufficienti ad ottenere una dose singola di bevanda. Rispetto alle capsule, le cialde hanno un impatto ambientale inferiori in quanto, di recente, sono state introdotti modelli realizzati interamenti con materiali compostabili o riciclabili.
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