Da Cremenaga arriva un appello ad affrontare in modo approfondito e condiviso sul territorio il tema della mobilità sostenibile.
Lo ha lanciato il sindaco del paese, Domenico Rigazzi, dopo aver osservato i dati provenienti da un’indagine commissionata ad Arpa al fine di testare la qualità dell’aria, sia in estate che in inverno, nel punto interessato dal maggior traffico veicolare: la strada provinciale che attraversa il borgo e collega al valico svizzero.
La panoramica emersa non è di quelle allarmanti – ha specificato il primo cittadino attraverso le pagine de La Prealpina – ma il livello degli inquinanti monitorati ha indicato un collegamento diretto con l’entità del traffico veicolare – influenzato dal transito quotidiano dei frontalieri – e con la presenza di diverse aziende ticinesi al confine con Cremenaga.
Monossido di carbonio, ossidi di azoto, ozono, il particolato atmosferico (Pm10 e Pm 2,5) e composti organici quali benzene, toluene, etilbenzene e xilene sono gli inquinanti su cui si è concentrata l’indagine che, come si apprende ancora dalle pagine del quotidiano locale, ha mostrato concentrazioni più elevate nei mesi freddi e una specifica stagionalità per tutte le sostanze la cui presenza, in termini quantitativi, è comunque in linea con quanto si registra a livello regionale.
“Il flusso di auto in entrata e uscita dal Ticino, come quello di chi transita per andare a Ponte Tresa, incide sull’aria di questa valle lunga e stretta, che ha quindi un ristagno maggiore e un ricambio più lento – ha spiegato il sindaco Rigazzi a La Prealpina -. Noi abbiamo messo a disposizione aree per il car pooling e parcheggi per le aziende ticinesi ma credo che sia il momento di affrontare un discorso più generale sulla mobilità sostenibile nella fascia di frontiera con gli altri Comuni”.
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